ANNO 16 n° 294
“Term & Trek”, il Bagnaccio porta il benessere sulla Via Francigena
Primo posto al bando Detour per il progetto che mette in rete cammino, terme e accoglienza turistica
Andrea
21/10/2026 - 07:02
di Andrea Farronato

VITERBO – Il cammino incontra le terme e diventa un’esperienza di benessere. È l’idea alla base del progetto Term & Trek, proposto dal Bagnaccio e arrivato al primo posto, tra otto iniziative simili, nel bando europeo Detour. Al progetto è stato assegnato un finanziamento di 25mila euro.

“Una progettualità proposta dal Bagnaccio Terme che si inserisce in un network portato avanti dall’amministrazione da ormai quattro anni e mezzo”, ha spiegato la sindaca Chiara Frontini. “Da cosa nasce cosa: quando si creano queste opportunità non si sa mai dove si arriva. Il ruolo dell’amministrazione è anche quello di far incontrare persone, realtà e associazioni, perché possano contribuire alla crescita e allo sviluppo del territorio”.

Il pellegrino come risorsa per la città

Il progetto punta a costruire un nuovo modello di turismo lento e rigenerativo, capace di collegare il cammino a un’esperienza di benessere termale e di rispondere alle esigenze dei pellegrini di oggi.

“Viterbo ha svolto un ruolo strategico nell’unire le aziende private al bene pubblico”, ha detto la consigliera con delega alla promozione della Via Francigena Alessandra Croci. “Abbiamo premiato l’eccellenza del territorio. Per noi i pellegrini sono una risorsa: favoriscono l’incontro tra persone e portano valori. Oggi il pellegrino è il valore aggiunto di questo progetto”.

Una collaborazione tra pubblico e privato che, secondo Luca Bruschi, direttore dell’Associazione europea delle Vie Francigene (AEVF), ha contribuito alla scelta del progetto. “Tra le otto iniziative finanziate in Italia, questa è stata selezionata al primo posto perché crea un connubio perfetto in un quadro europeo. Il bando sostiene le piccole e medie imprese e questo risultato nasce dalla collaborazione tra pubblico e privato”. Bruschi ha ricordato anche il ruolo strategico di Viterbo lungo gli ultimi cento chilometri della Via Francigena, nel tratto che conduce a Roma, e la possibilità di valorizzare l’acqua termale della città. “Arrivano turisti da Tokyo, Taiwan e Messico: alcuni restano innamorati di questi luoghi”.

Un’area di sosta e un’esperienza alle terme

Per Bruno Federici, responsabile del Bagnaccio, il progetto permetterà di mettere insieme le energie necessarie per accogliere chi percorre la Francigena. “Il primo bisogno del pellegrino, quando arriva al Bagnaccio, è trovare un’accoglienza complessiva in città. Chi cammina tende a passare da una tappa all’altra: bisogna saperlo fermare, e le terme possono aiutare a trattenere più persone. Vogliamo porre il Bagnaccio al centro della Via Francigena”.

La project manager Ilaria Canali ha illustrato gli interventi previsti e il senso dell’iniziativa. Il progetto propone un’esperienza integrata che unisce cammino, scoperta del territorio e benessere personale. Al Bagnaccio è previsto il ridisegno dell’area termale, con una zona di sosta, un totem informativo e un pediluvio dedicato ai pellegrini. Sarà inoltre studiato un pacchetto che colleghi il percorso lungo la Via Francigena alla permanenza alle terme.

“Il mondo dei cammini è in piena espansione: nel 2019 se ne contavano 18, oggi siamo arrivati a 200”, ha osservato Canali. “Chi parte non cerca soltanto l’esplorazione, ma anche un’occasione per ritrovare sé stesso. Da qui l’idea di creare un prodotto turistico che metta in relazione il cammino e le terme”.

Lo slogan scelto è “Metti nel tuo zaino un attimo di relax”. “Lo zaino è sacro, è la casa del pellegrino. Noi vogliamo aggiungere il dono di una pausa piena di senso, che permetta di ritrovarsi e stare bene grazie all’acqua termale del Bagnaccio”.

Alessandro Scorza, proprietario e responsabile della valorizzazione dell’area termale del Bagnaccio, ha infine definito il finanziamento “un’opportunità fondamentale e un riconoscimento del lavoro svolto dal nostro team”. “La Via Francigena è un tema a noi caro. Siamo convinti che la valorizzazione turistica di Viterbo debba partire dalle sue risorse”.






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