ANNO 16 n° 92
Tentata rapina in un negozio Ronciglione, individuato e denunciato il responsabile
Armato di pistola, poi risultata una scacciacani, fugge senza bottino. Decisivo l’intervento rapido dei Carabinieri e la segnalazione al 112
02/04/2026 - 10:14

RONCIGLIONE - I Carabinieri della Compagnia di Ronciglione hanno individuato e denunciato un uomo ritenuto responsabile di tentata rapina aggravata, avvenuta nel primo pomeriggio di martedì scorso ai danni di un’attività commerciale del luogo.

L’episodio si è verificato quando un individuo, con il volto travisato, è entrato nel locale mostrando al personale una pistola e intimando di consegnare l'incasso. La reazione dei dipendenti, che hanno mantenuto la calma e allertato immediatamente il 112, ha indotto l'aggressore a desistere dal proposito delittuoso e a fuggire rapidamente.

Le immediate indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Ronciglione e dalla Stazione di Carbognano, con il supporto della Compagnia di Viterbo, hanno consentito di risalire al veicolo utilizzato per la fuga e all'identità del sospettato, rintracciato in serata presso la sua abitazione sita in un comune della provincia.

Nel corso dell'operazione, i Carabinieri hanno sottoposto a sequestro l'auto e l'arma impiegata per l'azione, risultata essere una pistola 'scacciacani', replica fedele di un modello reale e priva del tappo rosso.

Il soggetto è stato condotto in caserma per le formalità di rito e denunciato all’Autorità Giudiziaria con l'ipotesi di reato di tentata rapina aggravata.

La prontezza dell’intervento e la rapidità delle indagini, con la corale collaborazione di più reparti dell’Arma viterbese, confermano la presenza dei servizi sul territorio e l’efficacia del dispositivo attuato a tutela dell’ordine e sicurezza pubblica.

 

 

 

 

 

Presunzione di innocenza

L’indagato è persona nei cui confronti vengono svolte le indagini preliminari a seguito dell’iscrizione di una notizia criminis a suo carico; nel sistema penale italiano la presunzione d’innocenza, sancita dall’art. 27 della Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.






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