

VITERBO – Avevano tentato il “colpaccio” in una gioielleria di Grotte Santo Stefano lo scorso febbraio, ma gli era andata male e se l’erano data a gambe, sono stati tutti identificati e, all’inizio erano stati sottoposti agli arresti domiciliari, ora, invece, dopo nuove indagini, sono stati trasferiti in carcere.
La mattina del 27 febbraio, infatti, verso le 11, quattro banditi col volto nascosto da una sciarpa si erano introdotti in una gioielleria del paese con l’intento di svaligiarla. Ma una volta piombati all’interno del locale avevano avuto il sospetto che la commessa avesse già allertato i carabinieri e quindi, nel dubbio, sono scappati senza mettere a segno il colpo. E’ subito scattata subito, quindi, la caccia ai quattro delinquenti.
Le indagini che il Nucleo Investigativo ha svolto insieme ai carabinieri della compagnia di Viterbo hanno permesso di individuare gli autori del delitto, partendo da un giovane 22enne di Sant’Antimo, in provincia di Napoli, che è stato riconosciuto da un testimone mentre usciva insieme agli altri complici dalla gioielleria.
In breve tempo, poi, gli inquirenti sono riusciti a risalire agli altri tre complici: due uomini, un 30enne e un 22enne, entrambi della provincia di Napoli, e una giovane donna romena di 22 anni, che poi sono stati tutti arrestati nel mese di aprile e posti agli arresti domiciliari.
I carabinieri del nucleo investigativo, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Viterbo Renzo Petroselli, grazie a ulteriori indagini compiuti dopo l’arresto dei quattro, hanno notificato in questi giorni un altro provvedimento restrittivo a carico dei responsabili del tentativo di rapina.
E’ stato verificato, infatti, che i giovani napoletani erano in possesso di una pistola che uno di loro nascondeva sotto i vestiti. Il Gip del Tribunale di Viterbo Franca Marinelli, quindi, considerata la loro pericolosità sociale, ha disposto, solo per gli uomini, la revoca degli arresti domiciliari e il loro trasferimento presso il carcere napoletano di Poggioreale.