ANNO 16 n° 274
Tentata estorsione e corruzione - Tre impiegati accusati di violazione di segreto d'ufficio
23/06/2012 - 02:50

VITERBO – Tre dipendenti pubblici, Rosalba Robuano, addetta all’ufficio anagrafe di Viterbo, Sara Bracoloni, impiegata della Asl di Viterbo, e Luciano Rossini, funzionario dell’Agenzia delle entrate, sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Viterbo nell’ambito dell’inchiesta per corruzione e tentata estorsione nella quale è indagato Paolo Gianlorenzo. I tre, secondo il Pm Massimiliano siddi, avrebbero fornito notizie riservate a Gianlorenzo. Nei loro confronti sarebbero stati ipotizzati i reati di violazione di segreto d’ufficio e di abuso d’ufficio.

Ieri mattina, alcuni agenti della polizia stradale, su delega del magistrato, si sono recati nei loro uffici e avrebbero sequestrato documenti e controllato i computer. Contemporaneamente avrebbero notificato loro gli avvisi di garanzia.

L’impiegato dell’Agenzia delle Entrate avrebbe fornito a Gianlorenzo informazioni sulle verifiche in corso a carico di alcuni importanti professionisti. Le due donne, invece, gli avrebbero passato notizie sulla figlia del giudice delle indagini preliminari Salvatore Fanti. Il magistrato che aveva negato gli arresti dell’ex manager della Asl Giuseppe Aloisio, del suo consulente strategico Mauro Paoloni, dell’imprenditore Roberto Angelucci, titolare insieme al figlio Fabio della Ro.Ri – Sanità e di Gianluca Parroccini, responsabile della società di lavoro interinale Ali.

Provvedimento impugnato dalla procura della Repubblica e già discusso dal tribunale del riesame che, a distanza di circa due mesi, non ha ancora emesso il verdetto.

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