ANNO 16 n° 274
Tentarono di sabotare
la Orte-Ancona due dei dieci anarchici arrestati
Investigatori smentiscono che uno degli arresti sia stato fatto a Viterbo
14/06/2012 - 04:00

VITERBO – Non ci sono viterbesi né sono stati eseguiti arresti a Viterbo nell’ambito dell’operazione compiuta all’alba di ieri mattina (13 giugno) dai carabinieri del Ros di Perugia, che ha portato alla notifica di dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti presunti militanti del Fai (Federazione anarco-insurrezionalista, ritenuti responsabili, tra l’altro, di alcuni attentati terroristici. La notizia del presunto arresto avvenuto a Viterbo è stata smentita da fonti investigative.

Tra le persone finite in manette, tuttavia, ci sono anche Sergio Maria Stefani, 30 anni, romano, e Alessandro Settepani, 26 anni, di Orvieto. I due furono arrestati nel luglio 2009 con l’accusa di aver tentato di sabotare la linea ferroviaria Orte-Ancona. Il processo a loro carico è tuttora in corso.

Sedici mesi prima, precisamente la sera del 27 marzo 2008, erano stati fermati dai carabinieri della stazione di Orte a bordo di una Y10. Durante la perquisizione dell’auto, i militari trovarono alcuni ganci artigianali di metallo e altro materiale ritenuto sospetto. Ma furono solo denunciati a piede libero per non compromettere un’altra indagine, molto più ampia, in cui erano coinvolti.

Indagine che, come detto, nel luglio 2009, portò al loro arresto e all’esecuzione di 32 persone residenti in varie parti d’Italia.

Il sabotaggio della Orte-Falconara, secondo gli i investigatori, rientrava in un 'piu' ampio progetto sovversivo di preordinate campagne rivoluzionarie di lotta, raccordate con quelle intraprese da omologhe formazioni attive in Spagna e Grecia'. Nell'ambito dell'operazione dei carabinieri venne, tra l'altro, sequestrato il manuale anarchico intitolato: “A ognuno il suo; 1000 modi per sabotare questo mondo”.

Settepani, il 26 maggio 2011, dialogando nella sua abitazione con la sua compagna su un episodio avvenuto in Grecia, inconsapevole che i Ros avevano piazzato un microfono e lo stavano intercettando, dice: 'Hanno tirato fuori le pistole e hanno cominciato a sparare...é stato bello”. E continua: “E’ stato bello perche, insomma, alla fine,...gente giovane...e uno è rimasto ferito...gli sbirri tutte e due feriti...uno di loro è scappato con la macchina degli sbirri...e ce l'ha fatta...e l'altro, ferito, è stato arrestato'.

Più avanti Settepani aggiunge: “E’ quello che manca in Italia...non c'è non c'è...e quando è il momento giusto...quando lo cogliamo questo cazzo di attimo di merda...è come i comunisti, aspettare la prospettiva rivoluzionaria! E' adesso la prospettiva rivoluzionaria! E' subito! E' ora!. Se uno non se la sente – conclude - è innocuo al nemico!...io voglio persone efficaci! Efficaci non a lungo termine...efficaci nell'immediato'.

Gli altri arrestati nel blitz contro appartenenti alla Federazione anarchica informale (Fai) e il Fronte rivoluzionario internazionale (Fri) sono: Stefano Gabriele Fosco, 50 anni, abruzzese residente in Toscana e la sua compagna Elisa Di Bernardo, 36 anni, toscana; Katia Di Stefano, 29 anni, toscana, residente a Roma; Giuseppe Lo Turco, 23 anni, catanese domiciliato a Genova; Gabriel Pombo Da Silva, 44 anni, spagnolo, attualmente detenuto in Germania; Marco Camenisch, 60 anni, svizzero detenuto nel paese elvetico, Paola Francesca Iozzi, 31anni, marchigiana domiciliata a Perugia; Giulia Marziale, 34 anni, abruzzese domiciliata a Terni.

Le accuse mosse nei loro confronti, tra l'altro, gli attentati del 2009 alla Bocconi, al Cie di Gradisca d'Isonzo (Gorizia); al direttore generale di Equitalia di Roma, alla Deutsche Bank di Francoforte e l'Ambasciata greca di Parigi nel 2011. Altri 24 presunti anarco-insurrezionalisti sono indagati, tra i quali 6 greci della Cospirazione delle cellule di fuoco, già detenuti nel loro paese.

Tra gli arrestati, secondo gli investigatori, figurano alcuni tra i maggiori esponenti dell'organizzazione che ha firmato alcuni tra i più recenti attentati con ordigni esplosivi in Italia ed all'estero. Nel corso dell'operazione sono state effettuate oltre 40 perquisizioni in tutto il territorio italiano. Figure di spicco, sempre secondo gli investigatori, sarebbero i due anarchici detenuti in Svizzera e Germania che, con i complici italiani, avevano progettato le campagne terroristiche, stabilendo tempi, obiettivi, documenti e sigle di rivendicazione. Due persone sono state bloccate a Pisa.

Un arresto e alcune perquisizioni sono stati eseguiti a Genova: non figurano, tuttavia, a carico delle persone coinvolte contestazioni specifiche relative all'attentato, rivendicato dalla Fai, subito il 7 maggio scorso dal dirigente dell'Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi.

 






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