

VITERBO - Due rapine in un solo giorno, armato di pistola ad aria compressa e casco, così da non essere riconoscibile. Un piano perfetto quello del quarantacinquenne romano A.V., da tempo residente a Viterbo: entrare nel negozio, svuotare la cassa e, ancora prima che qualcuno possa chiamare aiuto, fuggire, dandosela a gambe.
Peccato che qualcosa, nel giorno del colpo, sia andato storto: è San Valentino, il 14 febbraio appena passato. A.V., casco in testa, piumino e mani in tasca, entra all’interno di un negozio di toelettatura per animali in via Montesanto. Chiede alla commessa di dargli, senza fare un fiato o opporre resistenza, tutti i guadagni della giornata. Peccato che la cassa sia vuota e, per crederci, anche lui va a dare un’occhiata. È vero, qualche spiccio, niente di più. Così, senza bottino, se ne va. Non prima, però, di porgere alla donna le proprie scuse e stringerle la mano per l’inconveniente.
Ma non si da per vinto. Il piano può comunque proseguire. Via Mazzini, ore 19,30, negozio di giocattoli. Questa volta armato di una pistola ad aria compressa, è certo di riuscire nel suo intento. Entra, vuole i soldi, ma neanche qui trova qualcuno pronto a prenderlo sul serio. E se ne va.
Trovando, però, ad attenderlo i carabinieri: arrestato in flagranza per tentata rapina, si trova ora nel carcere di Mammagialla.
Ieri, a distanza di una decina di giorni, l’interrogatorio di garanzia. A.V., difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, avrebbe ancora una volta chiesto scusa: ‘’Ero talmente fuori di me, che non mi sono reso conto di quello che stavo facendo. Ma appena ho realizzato sono tornato da quelle persone e mi sono scusato’’. A confermare la sua versione, anche il sistema di videosorveglianza dei negozi: le immagini riprenderebbero il giovane, all’indomani del tentato colpo, mentre parla e stringe nuovamente la mano delle povere vittime.
Per lui sono stati chiesti gli arresti domiciliari. Spetterà ora al giudice la decisione.