ANNO 16 n° 273
Tenta di nuovo il suicidio col gas: sventata vera strage della follia
Durante l’inseguimento due carabinieri sono rimasti feriti: l’uomo è stato arrestato
18/08/2012 - 04:00

di Eva Kant

VITERBO – Una strage della follia quella che sarebbe potuta accadere nella notte tra giovedì e venerdì a Fabrica di Roma. A distanza di appena due giorni dal primo episodio, Rizziero Randazzo è tornato a minacciare la tranquillità di località Parco Farnese.

Reduce da un tentativo di suicidio con il gas, non andato in porto solo grazie alla prontezza di riflessi e al sangue freddo di un carabiniere che presta servizio nella stazione del paese e che era finito in ospedale a causa del gas inspirato, il quarantacinquenne, amareggiato dall’abbandono della donna della quale si era invaghito, non ha desistito dall’obiettivo e ci ha riprovato.

Ieri l’altro, nel tardo pomeriggio, è quindi uscito di casa, si è recato in un esercizio commerciale di Fabrica e ha acquistato tre bombole per uso domestico da venticinque litri ciascuna. Rientrato nella sua abitazione, Randazzo ha atteso che si facesse buio e le ha aperte: nel giro di pochi minuti il gas ha completamente saturato l’appartamento e, attraverso le fessure delle finestre e della porta di ingresso, ha iniziato a propagarsi nell’intero palazzo. Il panico.

L’allarme, lanciato dai condomini a dir poco spaventati, è scattato intorno alle 22,30 e, in breve tempo, i carabinieri facenti capo alla Compagnia di Civita Castellana sono giunti a Parco Farnese, cinturando interamente l’area in cui insiste il condominio e intimando, invano, a Randazzo di richiudere le bombole per impedire l’ulteriore sprigionamento di gas. Il nostro, in preda all’ennesimo raptus di ordinaria follia, non ha voluto saperne di eseguire l’ordine, ma, messo alle strette, ha pensato bene di darsela a gambe scappando per le campagne circostanti.

Due i carabinieri che si sono messi alle calcagna del quarantacinquenne, mentre i colleghi che stavano già cinturando l’edificio, hanno fatto irruzione nell’appartamento dell’uomo muniti di fazzoletti bagnati per coprirsi la bocca, insieme ai vigili del fuoco del Comando Garofalo, cui nel frattempo i militari avevano chiesto ausilio. Pompieri e carabinieri hanno quindi aperto le finestre e chiuso le tre bombole, mentre i condomini erano scesi per strada già da un pezzo.

A differenza della volta precedente, anche i proprietari di quattro villette adiacenti la palazzina sono stati costretti ad abbandonare le rispettive abitazioni. A questo punto, era ormai mezzanotte, l’allarme è rientrato, mentre le ricerche proseguivano: l’uomo sarebbe stato rintracciato solo alle prime luci dell’alba, intorno alle 5 di venerdì mattina, e ammanettato senza non poche difficoltà. Raggiunto dai militari, infatti, ha dato in escandescenze scagliandosi loro contro e ferendoli: per entrambi si sono rese necessarie le cure sanitarie all’ospedale Andosilla di Civita Castellana. Una volta bloccato il quarantenne è stato quindi tradotto in caserma e interrogato dai militari dell’Arma (che hanno operato brillantemente, scongiurando una vera e propria tragedia).

Stando a quanto si è appreso l’uomo dovrà rispondere di procurato allarme e lesioni aggravate (ma la sua posizione potrebbe aggravarsi, visto che è recidivo), e avrebbe giustificato il gesto con la delusione provata dai falliti tentativi di riconciliazione con la donna che, qualche giorno fa, l’aveva lasciato. (Donna che, in realtà, non sarebbe nemmeno la sua convivente vera e propria).

Il quarantenne è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della stazione dei carabinieri di Fabrica e, ieri pomeriggio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Viterbo ha convalidato il suo arresto. Questa mattina sarà processato per direttissima.

 

 

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