ANNO 16 n° 275
Tenta di farsi giustizia da se, ma finisce a processo
10/06/2021 - 10:50

VITERBO - Certo che la giustizia nel nostro paese non brilla di rapidità, ma da scegliere al patrocinio di un avvocato quello dell’uso di un roncio (nel nostro dialetto un pesante strumento da taglio) ce ne corre.

Ieri è stato chiamato davanti al Tribunale un processo a carico di un trentenne del luogo accusato aver colpito un giovane moldavo suo debitore.

Come volevasi dimostrare come prova della lentezza dei processi, il Collegio ha rinviato il processo all’inverno prossimo 2022 perché non citato a comparire l’imputato per qualche svista di cancelleria.

Da quanto si è potuto conoscere per quanto riferito dai legali anche se il dibattimento non ha preso avvio, accadde che l’uomo oggi a processo piombò in casa del suo debitore di 450 euro al Carmine e gli sferrò un colpo al capo che solo per fortuna e destrezza della vittima fu in grado schivarlo, per cui non rimase ucciso, ma solo ferito.

Il creditore, comunque, come acconto del suo credito, rubò un cellulare al moldavo e si mise a girare per le strade del quartiere con il roncio in mano.

Da li la denuncia ed il successivo rinvio a giudizio.

Da un’imputazione per tentato omicidio, oggi, il trentenne viterbese, noto supporter del “Leoni” della Viterbese Calcio, deve rispondere solo di rapina, quella del cellulare appunto di cui si è dichiarato responsabile e pertanto tramite i suoi difensori ha chiesto essere giudicato con “rito abbreviato”. Dopo febbraio 2022, data del rinvio del processo, ne sapremo di più.






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