

'Simili momenti di confronto istituzionale sul futuro delle Province del Lazio e sull'ordinamento di Roma Capitale, in una contingenza tanto grave per l'economia del nostro Paese, sono un dovere a cui la politica non può assolutamente sottrarsi. E' evidente che un tema così rilevante, come la struttura organizzativa del nostro territorio, non può esser risolto attraverso lo strumento della decretazione d'urgenza, senza un effettivo confronto o un approfondimento come quello di oggi, promosso dall'Aicree e dall'Arall, con gli amministratori locali.
Abbiamo troppi livelli di governo in questo Paese e in particolare nella nostra Regione. Ecco perché dobbiamo porci in maniera diversa rispetto al passato e ripensare insieme un nuovo modello organizzativo, soprattutto perché non ci sono più le disponibilità economiche per sopportare tali costi'. Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio, che questo pomeriggio ha preso parte a Rocca Priora, presso l'Aula Consiliare della Comunità Montana, al convegno 'Roma Capitale e destino della provincia: quale futuro per il nostro territorio?'.
'Come ho già avuto modo di ribadire in varie occasioni - ha aggiunto Abbruzzese -, la riforma costituzionale derivante dall'approvazione della legge delega sul federalismo fiscale impone una coerente individuazione delle funzioni fondamentali dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane ed un profondo ripensamento dell'adeguatezza dimensionale di ogni livello di governo, affinché le Istituzioni territoriali possano esercitare effettivamente le loro funzioni in autonomia e responsabilità. Allo stesso tempo la scelta di rafforzare le Istituzioni territoriali previste dalla Costituzione impone al legislatore statale e regionale di sopprimere gli enti e le strutture decentrate che non godano di una diretta legittimazione democratica. E' per questo che ho molto apprezzato l'invito del presidente Donato Robilotta all'incontro di oggi.
Confrontarsi su simili tematiche - ha concluso Abbruzzese - rappresenta una preziosa opportunità di arricchimento e di scambio per noi amministratori, opportunità che acquista ancora più significato considerato che cade proprio all'indomani dell'avvio di una fase di riforme strutturali che cambieranno gli equilibri anche costituzionali su cui poggia il sistema Italia e che toccheranno profondamente anche i nostri territori'.