

di Massimiliano Morelli
Sconfina nell’irrealtà l’idea di digitalizzare l’Italia al solo pensiero che le linee telefoniche appaiono ammodernate ma non moderne. Basti ricordare gli anatemi di chi vorrebbe effettuare una telefonata, chessò… magari perché rimasto in panne con l’auto, sulla Cassia Veientana o sulla Cimina.
Quello che Dante chiamava il Belpaese non esiste, o forse lo era nella letteratura dantesca, poi replicata da Petrarca. Qui, quando ci si imbatte nella tecnologia, si fa a cazzotti col futuro. E diventa un’impresa perfino ottenere il “green pass”, al punto che si incrocia la quotidianità con gli immancabili “stop and go” su siti di pertinenza. E inevitabilmente si pensa di stare su “Scherzi a parte”. Cerco di immedesimarmi nell’ottuagenario che vorrebbe acquisire la “carta di chi è stato vaccinato” non per andare all’estero o entrare in discoteca, più semplicemente per una sicurezza personale.
Macché, sarebbe più facile scalare l’Everest privi delle bombole d’ossigeno o meno rischioso farsi il bagno nella Fossa delle Marianne senza la paura di essere risucchiati dalle acque. Avete provato a ottenere il documento in questione? La metà di quelli che ci hanno provato sono stati costretti a recarsi in farmacia che sì, certo, fornisce il servizio in maniera gratuita, ma comunque un caffè al farmacista che concede il favore bisognerà pure offrirglielo, sperando di non incappare nella fila o nel “momentaccio”. E avete provato a chiamare il numero verde del “green pass”?
Ci si confronta con una messaggistica vocale cui rispondere mediante la tastiera del telefonino, salvo arrivare a méta con una vocina pronta a sussurrare che “tutti gli operatori sono momentaneamente occupati, la preghiamo di riprovare più tardi”. Ogni tanto gli Scanzi de ‘noantri potrebbero girare il coltello anche in questa, di piaga…