

di S.M.B.
Ferento - Anche applausi a scena aperta per la voce narrante, ma anche cantante e danzante di Giorgio Marchesi, che ha portato in scena il capolavoro pirandelliano non nella forma consueta, ma un suo adattamento moderno e spigliato accompagnato dalla musica discreta, comunque incisa resa dal violoncello di Raffaele Toninelli autore della musica.
La storia di Mattia Pascal, dapprima ritenuto morto per un infelice articolo di un giornale locale, quindi rinato a nuova vita, con il nome di Adriano Meis, va in viaggio lontano dal suo paese dove aveva solo aveva vissuto una vita modesta e sottoposta. Si è costuito un importante portafoglio personale per una vincita al Casino di Montecarlo, approda a Roma e va a vivere in una stanza d’affitto.
Ma il suo nuovo stato, di cittadino irregolare gli impedisce di vivere “normalmente”, per cui simula un suicidio nel Tevere e torna a casa.
Morto Adriano Meis, riprende il suo nome: Mattia Pascal.
Qui le vicende si intrecciano, trova la moglie sposata perché di lui vedova ed un contrasto famigliare causa del suo ritorno in vita non “previsto”.
Va al cimitero del suo paese, osserva la “sua” lapide sulla tomba, esce dal camposanto, uno gli chiede: Ma tu chi sei ?. Risposta: Io sono il fu Mattia Pascal.
Il dramma della rinascita, quindi, quello dello sdoppiamento della personalità, quello che può accadere ed accade nella vita di ognuno di noi.
Cosi Pirandello, con la sua bonomia descrive l’esistenza di chi desidera essere un uomo diverso, ma, in ultima analisi non gli è possibile.
La messa in scena del capolavoro letterario è in chiave moderna per la regia dell’autore Giorgio Marchesi e di Simonetta Solder, lontana quindi dagli stereotipi conosciuti, forse abusati, nel teatro “classico”. Un Mattia Pascal, dapprima in frac, diventa un Adriano Meis in abito sportivo, canta dapprima la sua libertà, ma all’ultimo torna vestirsi in frac, rinuncia alla libertà.Suicidato il suo assunto alter ego Adriano Meis, torna Mattia Pascal, ma per l’anagrafe costui e morto e seppellito, quindi diventa: il fu Mattia Pascal.
Lezione di Pirandello: tutti sogniamo diventare diversi e correggere gli errori del passato, ma non è possibile. Noi siamo Noi e restiamo Noi anche mascherati in un’altra persona.