ANNO 16 n° 300
Teatro Boni, omaggio a San Francesco d'Assisi con lo spettacolo “Chiara e Francesco prima dell'alba”
Domenica 1° novembre alle 17.30 ad Acquapendente va in scena l'opera scritta e diretta da Roberto Cavosi, dedicata alla trasformazione del giovane Francesco dalla guerra alla compassione
27/10/2026 - 15:39

ACQUAPENDENTE - La stagione 2026-27 del Teatro Boni di Acquapendente, diretta da Sandro Nardi, prosegue con un appuntamento dedicato a San Francesco d'Assisi, in occasione degli 800 anni dalla sua morte. Dopo il successo dell'apertura con Alessandro Benvenuti e Roberto Abbiati in “Re Lear e il suo buffone”, domenica 1° novembre alle 17.30 il palcoscenico ospiterà “Chiara e Francesco prima dell'alba”, spettacolo scritto e diretto da Roberto Cavosi.

In scena Caterina D'Ettorre e Gianluca Rossetti, con la partecipazione di Bruno Governale, per un racconto che immagina una notte decisiva nella vita del futuro santo.

La vicenda si svolge fuori dalle mura di Assisi, in un paesaggio gelido e desolato. Francesco torna dalla guerra dopo aver conosciuto da vicino la brutalità umana: non è ancora il santo destinato a entrare nella storia, ma un giovane segnato dalla violenza, dalla fame e dalla perdita di fiducia. Un'esperienza che lo porta a mettere in discussione ciò che fino a quel momento poteva apparire necessario o inevitabile.

In questa notte incontra Chiara, destinata a diventare Santa Chiara. Lei lo accoglie e si prende cura di lui, riparandolo dal freddo con il proprio mantello. Tra i due nasce un dialogo essenziale, attraverso il quale tentano di ritrovare un significato nell'esistenza e di riconoscere ciò che resta di buono nell'essere umano: la carità, la cura e la possibilità di scegliere il bene.

Uno spettacolo contro la guerra e a favore degli ultimi

“Chiara e Francesco prima dell'alba” affronta il tema della guerra senza proclami, concentrandosi sulle ferite interiori lasciate dalla violenza: lo svuotamento, la vergogna e la difficoltà di tornare a credere negli altri. Al centro del racconto ci sono anche i poveri, gli invisibili e gli emarginati, persone alle quali Chiara rivolgeva la propria attenzione.

Il percorso dei protagonisti viene interrotto dall'apparizione di un mercante di uomini, figura che mette in evidenza la banalità del male e la sua capacità di insinuarsi nella quotidianità. Non un mostro, ma un uomo che rappresenta una realtà in cui lo sfruttamento può trasformarsi in abitudine e persino in un'attività considerata normale.

Il confronto costringe Francesco e Chiara a guardare in faccia il mondo, senza illusioni. Proprio nel gelo della notte, mentre Assisi dorme, il giovane comincia a individuare una direzione diversa: non la fuga dalla realtà, ma la ricerca di un'umanità più giusta e solidale.

Lo spettacolo racconta così una trasformazione profonda, dalla guerra alla compassione, dalla paura alla responsabilità, affidando ai gesti e alle parole dei protagonisti una riflessione sull'importanza di scegliere il bene anche nelle circostanze più difficili.

La stagione del Teatro Boni, intitolata “Intrecci collaterali”, è sostenuta dal Comune di Acquapendente e dalla Regione Lazio.






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