


di Fabio Tornatore

VITERBO - Proposto in Regione Lazio un tavolo permanente sui rifiuti. A depositare la proposta, nell'ultimo consiglio sono stati due consiglieri del Movimento 5 Stelle. Non ne sapeva niente Viterbo, nonostante possa essere uno strumento importante per il territorio, e per i cittadini della Tuscia, vista la situazione riguardo al tema. 'La posizione del Comune è ovviamente quella di partecipare senz'altro a questa eventuale iniziativa nel momento in cui dovesse diventare legge' spiega la sindaca Chiara Frontini 'per il momento l'Ente comunale non è coinvolto'.
Sapevate della proposta del tavolo? Viterbo è stata coinvolta?
Chiara Frontini: 'No, ma non credo fossimo tenuti a saperlo visto che si tratta, al momento, solo di una proposta di legge peraltro presentata da una forza che non è presente in Consiglio Comunale nella nostra città'.
Quale peso potrebbe avere Viterbo in un tavolo permanente sui rifiuti?
Chiara Frontini: 'Dipende da come i proponenti, e quindi poi l'amministrazione regionale, se venisse approvatala proposta, intendono interpretare il ruolo dei territori. E' ovvio che, per quanto ci riguarda, maggiore è il potere decisionaleche viene dato ai Comuni e più incisivi possono essere nella formazione della normativa'.
Un tavolo permanente potrebbe essee uno strumento utile per Viterbo?
Chiara Frontini: 'Sì, certo, purchè poi abbia potere effettivo. Altrimenti è solo un luogo dove si parla mentre le decisionni vengono prese altrove. E noi siamo stanchi di essere presi in giro e subire decisioni imposte dalla Regione su un tema che già da troppo tempo sta vessando i cittadini viterbesi e della Tuscia'.
Quali altri strumenti sono stati adottati da Viterbo per far rispettare gli accordi ATO e quali potrebero esserlo?
Chiara Frontini: 'Quelli che potevamo adottare li abbiamo adottati già, vedasi i ricorsi contro l'autorizzazione dell'ampliamento che si basano, tra l'altro, proprio sulla mancata definizione da parte della Regione Lazio degli EGATO, che rappresenta una violazione della normativa comunitaria per la quale siamo in procedura di preinfrazione alla Commissione Europea. Ora sta alla politica regionale decidere se continuare a traccheggiare sul tema o iniziare a smuovere le acque, e se farlo da soli o con la condivisione con i territori che non può prescindere dalla presa d'atto che Viterbo e la Tuscia hanno già dato'.