



VITERBO - Calano i risparmi delle famiglie italiane e la provincia di Viterbo non fa eccezione. Per via della fiammata inflazionistica dell'ultimo anno e dell'aumento dei tassi d'interesse, mentre continuano a gonfiarsi gli utili degli istituti di credito, si assottigliano paurosamente i conti bancari delle famiglie italiane.
L'indagine della Cgia di Mestre ha preso in considerazione la flessione avvenuta nell'ultimo anno per tracciare un bilancio sulla situazione economica generale, prendendo in riferimento le 107 province del Paese. A livello nazionale nel 2022 gli istituti di credito hanno totalizzato, al netto delle imposte, 21,8 miliardi di euro di utili, ossia 8 miliardi in più rispetto al 2021 (+58 per cento). I risparmi delle famiglie italiane, invece, tra il marzo dell’anno scorso e lo stesso mese di quest’anno hanno subito una riduzione pari a 25,2 miliardi di euro.
Viterbo, posizionata ad oltre metà classifica (78esimo posto), è la provincia che ha ammortizzato meglio gli effetti di questa situazione, tanto che i risparmi delle famiglie sono si diminuiti, ma di uno 0,55% nello stesso periodo di riferimento. Lo scorso anno il totale dei depositi delle famiglie viterbesi era pari a 4milioni e 850mila euro, scesi a 4milioni e 824mila euro nel 2023 con una flessione di poco più di 26mila euro.
Inflazione e tassi rialzati: il mix esplosivo
Se da una parte l’aumento dei tassi di interesse ha contribuito ad innalzare gli utili degli istituti di credito, l’inflazione che ha colpito il paese nell’ultimo anno ha dato il colpo di grazia alle finanze familiari. Infatti, se a giugno del 2022 il tasso principale di rifinanziamento della Banca centrale europea (Bce) era pari a zero, a partire dal prossimo 21 giugno toccherà la soglia del 4 per cento.
“Ciò significa – sottolinea Alessandro Scorsini, segretario generale First Cisl Viterbo - che, rispetto a 12 mesi fa, coloro che oggi chiedono un prestito o hanno un mutuo a tasso variabile senza tetto massimo hanno subìto un aumento del costo del denaro molto importante e, di conseguenza, anche del costo della rata.
Durante il Covid – continua – con l’uso dello smart working alcune famiglie hanno potuto anche incrementare i risparmi. Ma oggi, con la fine della pandemia e il ritorno alla normalità, per poter mantenere lo stesso potere di acquisto si è costretti ad attingere ai propri tesoretti, erodendo i risparmi. Per quanto riguarda, invece, i tassi attivi, gli istituti di credito si stanno organizzando con prodotti personalizzati”.