


I fatti si svolgono intorno alle 19:15. Valerio Mariani, un cittadino residente, si reca in farmacia con urgenza. Al figlio serve della banale soluzione fisiologica per liberargli le vie aeree. L’orario di chiusura della farmacia è previsto per le 19:30.
Mariani entra nei locali, la porta è aperta, il servizio è formalmente attivo. Ma quando arriva il suo turno, si scontra con un muro inaspettato.
Nonostante manchino ancora quindici minuti al termine dell’orario di lavoro, il personale comunica che le operazioni di chiusura cassa sono già state avviate. La conseguenza? I contanti non sono accettati. «Ho mostrato una banconota da 50 euro mentre il personale stava ancora servendo il cliente precedente», spiega Mariani nella sua denuncia. Eppure, la risposta sarebbe stata un invito a pagare con moneta elettronica o, peggio, a desistere: «Mi è stato chiesto più volte se fosse un problema tornare l'indomani mattina». Un paradosso, considerando che si parla di un presidio sanitario e non di un comune esercizio commerciale.
L’indignazione del genitore non è rimasta uno sfogo verbale. Convinto che sia stato violato il principio di continuità di un servizio pubblico essenziale, Mariani ha già depositato un reclamo formale via PEC indirizzato al Comune di Tarquinia e alla Multiservizi, l’ente che gestisce le farmacie comunali.
Nella nota, il cittadino punta il dito contro quella che definisce una 'mancanza di sensibilità' e chiede la verifica dei filmati delle telecamere di sicurezza. Quei video, secondo il padre, dimostrerebbero chiaramente che lui si trovava all'interno della struttura in pieno orario di apertura e che il farmaco gli è stato negato per ragioni puramente amministrative.
L'episodio riaccende il dibattito sulla gestione delle partecipate. Se una farmacia è definita 'comunale', il cittadino si aspetta una flessibilità e un'attenzione al sociale che vadano oltre il mero scontrino. In questo caso, secondo la denuncia, la priorità sarebbe stata data alla velocità nel rientrare a casa piuttosto che alla necessità di un piccolo paziente.
«Trovo inaccettabile perdere tempo prezioso tra scuse e atteggiamenti dilatori invece di concludere una vendita di pochi istanti», conclude Mariani. Resta ora da capire se il Comune o la Multiservizi apriranno un'indagine interna per chiarire le responsabilità di un disservizio che, per fortuna, non ha avuto conseguenze gravi, ma che lascia una macchia sulla gestione dei servizi al cittadino.
Diritto di replica: La redazione di ViterboNews24 resta a disposizione della direzione della Farmacia Comunale o dell'amministrazione comunale di Tarquinia per qualsiasi replica o chiarimento in merito alla vicenda narrata.