ANNO 16 n° 274
Tariffa idrica, oggi si decide sui rincari. Presidio di ''Non ce la beviamo''
Dopo il rinvio nuova riunione dei sindaci per votare. Aumenti spalmati su quattro anni: +7%, +3,3%, +1,8%, +1,7%
14/01/2021 - 07:02

VITERBO - Rincari della tariffa idrica, dopo il rinvio deciso il 30 dicembre, oggi il giorno della verità: i sindaci della Tuscia si riuniscono nuovamente per decidere se approvare o meno gli aumenti. In ballo la sopravvivenza di Talete. Questo il piano spalmato su quattro anni: +7% per il 2020, +3,3% per il 2021, +1,8% per il 2022, +1,7% per il 2023. Fuori dalla Provincia, sede dell l'incontro, sarà presente il comitato ''Non ce la beviamo'' con un presidio per dire no alla stangata.

L’assemblea dei sindaci dell'Ato in programma stamani è il proseguo di quella convocata a fine anno, seduta poi sospesa su proposta di Alessandro Romoli per dare il tempo a tutti di svolgere ulteriori approfondimenti. Il giorno prima dai vertici della società idrica erano partiti avvertimenti chiari verso i sindaci. Oggetto del messaggio: possibili conseguenze per loro sul fronte contabile in caso di voto contrario.

Sulla procedura adottata c’è già chi ha espresso dubbi, visto che nei fatti si andrà a votare oltre il tempo massimo. Si rischia l’ennesimo pastrocchio in una vicenda già abbastanza ingarbugliata, sostiene la consigliera dem Luisa Ciambella, che ieri con una lettera aperta ha esortato il sindaco Arena a votare no. Mentre i rappresentanti dei movimenti civici a Palazzo dei Priori (Erbetti, Frontini, Barelli) hanno chiesto un consiglio comunale urgente sul tema: ''Non possiamo accettare che siano di nuovo i cittadini a pagare per le inefficienze della politica''.

La vigilia del voto è stata segnata dalle dimissioni di Antonella Stella dal consiglio di amministrazione della Talete. Gesto apprezzato dal portavoce di FdI, Massimo Giampieri, che, dopo aver ringraziato Stella per il lavoro svolto, ha commento: ''Per rinnovare la società partecipata è necessario un cambio di passo, auspicabile nel minor tempo possibile, per garantire un servizio efficiente ad una tutela dei diritti primari per i cittadini della provincia di Viterbo''.

La Lega intanto continua a minacciare sfracelli nel caso in cui dovessero passare gli aumenti. Orientati a votare sì sarebbero i sindaci del Pd, pronti al tempo stesso a sacrificare il presidente Andrea Bossola per la mancata partenza del piano degli investimenti. Arena, dal canto suo, ha approfittato dei giorni in più ''per leggere e approfondire le carte''. Oggi si vedrà con quale esito.

Anche stamani come la volta precedente sotto Palazzo Gentili ci saranno quelli del Comitato ''Non ce la beviamo'' con un presidio per dire no agli aumenti e sì all’acqua pubblica.






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