

VITERBO - (sim.lup.) - Tassa sui rifiuti sempre più salata per i viterbesi. Tra il 2017 e il 2021 nella città dei papi l’importo della Tari è aumentato del 25,4%. Un dato che colloca il capoluogo della Tuscia al quinto posto tra le città dove si sono registrati gli incrementi maggiori, molto al di sopra della media nazionale (+6,7%), con una crescita solo nell’ultimo anno del 3,9 per cento. Nel 2021 una famiglia viterbese ha versato 280,29 euro. Nonostante gli aumenti, in valori assoluti, l’importo della Tari viterbese è più basso rispetto alla media nazionale (309 euro) e il più basso nel Lazio.

È quanto scaturito da uno studio del Servizio Lavoro Coesione e Territorio della Uil che ha elaborato i costi della tassa sui rifiuti in 107 città capoluogo di provincia. Il campione si riferisce a una famiglia composta da quattro componenti con una casa di 80 quadrati. L’aumento registrato a Viterbo in cinque anni è di circa 56 euro, con una curva in crescita costante. Lo studio del sindacato ha registrato incrementi maggiori solamente in altre quattro città italiane: Vibo Valentia (+49,1%), Crotone (+36,8%), Bolzano (+33,9%) e Imperia: +27,8%.
A livello regionale Viterbo è in controtendenza, anche se come detto la Tari che si paga nel capoluogo della Tuscia è la più bassa del Lazio. Secondo lo studio Uil, Frosinone è la terza città in Italia con le diminuzioni percentuali maggiori: -22,7% tra il 2017 e il 2021 (da 447,31 a 345,57 euro). Mentre Rieti spicca tra le città dove maggiore è il calo in un anno: da 343,41 del 2020 a 322,72 euro del 2021 (-6 %). Contenuti gli aumenti per le famiglie della capitale: nell’arco di un lustro + 4,6 per cento (da 312,35 a 326,97 euro). E infine appena sopra la media nazionale a Latina: da 361,66 a 354,06 (+7,6%).
''In valori assoluti - spiega Ivana Veronese Segretaria Confederale Uil - le famiglie italiane hanno versato, nel 202, per la tariffa rifiuti, 309 euro medi a fronte dei 305 euro del 2020 e dei 290 euro versati nel 2017. Nel 2021 il costo maggiore si registra ad Agrigento con 488 euro medi l’anno a famiglia, a Crotone si versano 476 euro, a Pisa 474 euro, a Siracusa e Benevento 472 euro, a Brindisi 466 euro, a Trapani 465 euro, a Reggio Calabria 461 euro, a Salerno 455 euro e a Messina 450 euro''.
''Dai dati scaturiti dallo studio, si evince che non c’è soltanto il tema del caro bollette elettriche, che pesa sui consumi delle abitazioni, ma anche il tema delle tariffe della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Tariffe che gravano sul bilancio delle famiglie soprattutto nel Mezzogiorno, dal momento che tra le prime dieci città dove la Tari è più alta, nove sono ubicate in quest’area del Paese. Rimane immutato il tema dell’efficienza e dell’efficacia del servizio e a tal fine - conclude la Segretaria Confederale della Uil, Ivana Veronese - bisogna accelerare gli investimenti del Pnrr nelle infrastrutture inerenti il ciclo integrato dei rifiuti''.