ANNO 16 n° 275
Tari, a Viterbo si paga di meno
221 euro di media: è il dato più basso tra i capoluoghi del Lazio
03/12/2017 - 06:53

VITERBO - Tari 2017, a Viterbo la tassa per lo smaltimento dei rifiuti rimane ferma a 221 euro. Come nel 2016. E' il dato che emerge dal rapporto annuale dell' Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che, per il decimo anno consecutivo, ha realizzato un'indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia italiani. Il documento ha preso come riferimento nel 2017 una famiglia tipo composta da 3 persone, con un reddito lordo complessivo di 44200 euro ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.

A Viterbo, dunque, nessun aumento rispetto all'anno precedente. Nel Lazio, in generale, c'è un lievo rialzo (+0,6%) rispetto al 2016, con una media di 332 euro. Segno più a Frosinone, che passa da 384 a 397 euro, e a Latina (da 332 a 335 euro). Nessuna variazione a Rieti, con la Tari che rimane ferma a 325 euro. Il dato migliore è però quello di Roma (-1,5%) che passa da 389 a 383 euro.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, si registra anche nel Lazio il sostanziale trend di crescita che riguarda tutta Italia. Sempre rispetto al 2016, il rapporto dell’Osservatorio colloca Viterbo al 48,9%. Il dato migliore tra i capoluoghi della regione. Seguono Roma (42,9%), Latina (30,4%), Rieti (23,9%) e Frosinone (18%). Nel 2016, inoltre, Viterbo ha prodotto pro capite una media di 420 kg di rifiuti urbani per ogni abitante: è il dato più basso del Lazio. Frosinone guida la classifica con 598 kg/ab, seguita da Roma (588 kg/ab), da Latina (538 kg/ab) e da Rieti (482 kg/ab).

''Quest’anno la nostra indagine - spiega Antonio Gaudosio, segretario generale Cittadinanzattiva - si inserisce in un contesto paradossale in cui molti Comuni hanno sbagliato il calcolo della spesa dovuta, nel passaggio da Tarsu a Tia, a Tares e quindi a Tari, determinando così una spesa molto più onerosa per alcune famiglie''.

''Ancora più paradossale - prosegue - è che, dichiarato l’errore, si lasci comunque, come stabilito dalla recente Circolare del Mef, l’onere della ricostruzione dei calcoli corretti ai cittadini, che hanno già subito i danni degli errori, al fine di poter richiedere il rimborso delle somme indebitamente pagate''.

''Chiediamo - conclude il segretario - che quanto meno i Comuni diano sostegno alle famiglie nei calcoli di quanto effettivamente queste avrebbero dovuto pagare''.






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