ANNO 16 n° 273
Targhe commemorative per gli eroi del Risorgimento
Iniziativa Giovane Italia Viterbo per i 150 anni dell’Unità
18/03/2011 - 11:06

Riceviamo e pubblichiamo:

I militanti della Giovane Italia viterbese hanno “adornato” le vie del centro e i busti di Prato Giardino con targhe commemorative dedicate ai grandi eroi del nostro Risorgimento. Mazzini, Garibaldi, Cavour, i Mille, nessuno dei Grandi personaggi che hanno fatto la storia d’Italia mancava all’appello, protagonisti di un percorso immaginario che ripercorre tutte le tappe principali della nostra Unità. Un’azione a sorpresa dedicata agli avanguardisti di oggi e di domani che, guardando al futuro, non dimenticano da dove vengono e ringraziano quelle migliaia di giovani che con il loro sacrificio hanno offerto a tutti noi un esempio di irripetibile coraggio, di passione, di sacrificio, di amore per la propria terra. Provocatori? Forse. Ma di certo non apparteniamo a quella specie tristemente troppo diffusa di “eroi della sesta”, pronti a mettersi in mostra solo a vittoria certa, per accaparrarsi i meriti e occupare i posti del potere.

Un anonimo partecipante alla spedizione dei Mille scriveva: “Ci hanno tacciato di essere facinorosi. Pazzi. Gente che non ha nulla da perdere. Adesso che tutto è riuscito battono le mani e plaudono ai giovani eroi. In verità, abbiamo vissuto fatti che sembrano usciti dalla fantasia di un romanziere...”. E le potenze ottocentesche che volevano un’Italia divisa, per poterne barattare impietosamente i pezzi, evidentemente non avevano fatto i conti con gli studenti di Pavia, con i carbonari di Ciro Menotti, con i picciotti siciliani di Rosalino Pilo, con i giovani insorti di Napoli. Non capirono che la sete di libertà non ammette restrizione alcuna, che in Italia vivevano e lottavano personaggi come i Fratelli Cairoli, che alla morte di uno di loro, riuscivano ad affermare: “Piango un fratello, ma lo stesso genere di cruda sua morte m’è di conforto: sul campo dell’onore combattendo per la Patria.”. Il sentimento italiano c’era, l’idea di un destino comune c’era, fin dall’impero romano. Mancava solo quella “meglio gioventù” capace di trasformare in realtà un sogno. E quella generazione venne, una generazione di ribelli sognatori. E grazie a lei abbiamo una Nazione.

A questa gioventù oggi spetta il compito di celebrare degnamente il 150esimo compleanno di quell’Italia che si vive sulla pelle, spinti dalla libertà di fare e la rabbia di cambiare. Così, come agli albori, uniti e orgogliosi di rappresentare il tricolore, onorati di poter, con i nostri vent’anni, progettare il Nostro Risorgimento, giurando e facendo giurare ai nostri fratelli, che saremo sempre, ovunque, prima di tutto, ITALIANI!

 






Facebook Twitter Rss