ANNO 16 n° 271
Targa System, a processo un agente della municipale per falso
In aula testimonia per la difesa il sindaco di Oriolo Romano
28/01/2022 - 11:53

ORIOLO ROMANO - La stereotipa dizione: “impossibilità di fermare il veicolo in condizioni di sicurezza….” solitamente indicata nei Verbali per le contestazioni di infrazioni alle norme sulla circolazione stradale, sta costando ad un vigile di Polizia locale di Oriolo Romano un’imputazione di falso.

Il processo pende presso il Tribunale di Viterbo davanti al monocratico giudice dr. Rigato.

Tutto è partito dalla denuncia di un avvocato romano, che si è pure costituito parte civile, al quale venne notificato nel 2018 un verbale di contravvenzione per “mancata revisione del veicolo” accertato mediante apparecchiatura “Targa System” in azione nel territorio comunale di Oriolo, come del resto, in quel tempo avveniva a Canepina e Civitacastellana.

La macchinetta cd “scova furbetti” veniva installata all’interno di un’auto di servizio della Polizia locale “di regola” semplicemente parcheggiata ai lati della strada ma cosi in grado leggere le targhe delle auto in transito e cosi scoprirne violazioni alle norme sulla copertura assicurativa e di revisione periodica.

Il sistema, però, non era in grado immediatamente accertare la violazione, quindi, il successivo accertamento e notifica del verbale con la suddetta stereotipa dizione era redatto in ufficio a distanza di giorni. Nel frattempo, però, auto non assicurate e non revisionate, continuavano a circolare indisturbate.

Secondo la Procura, da parte di un agente, indicare la “impossibilità di fermo”, quando il “sistema” non può che accertare l’infrazione ex post in ufficio, costituisce un falso.

Ieri in aula è stato ascoltato come teste il sindaco di Oriolo Romano, Emanuele Rallo in qualità di responsabile del servizio di polizia urbana, nonché un collega dell’imputato. I testi hanno riferito che il “fermo” non sarebbe stato possibile anche se l’apparecchiatura avrebbe subito consentito l’accertamento della violazione, in quanto, essendo solo due agenti sul posto, ciò non poteva un immediato “fermo”. Hanno riferito i testi che il software del sistema automaticamente inseriva nel verbale la dizione ritenuta mendace. Quindi per loro, nessun falso.

Il giudice ha rinviato il processo in autunno rigettando allo stato l’ascolto dei poliziotti della Stradale che indagarono sul Targa System.






Facebook Twitter Rss