ANNO 16 n° 273
Tanti auguri di
buon anno da metą Pd
In via Polidori assenti i popolari, c'erano le due assessore e 4 consiglieri ribelli
28/12/2015 - 19:28

di Andrea Arena

VITERBO – Come in quelle famiglie in cui stanno tutti litigati – cugini che non si parlano, nuore e suocere, tante suocere – il Pd viterbese passa le feste separato. Il 20 dicembre era stata la parte popolare, fioroniana, corroborata dai rinforzi Moderati e riformisti, a fare gli auguri in quel di San Martino, al suono di ''comunisti'', riferito alla parte più mancina del partito. Oggi sono stati gli altri, quelli della federazione provinciale – e per estensione anche dei sette consiglieri comunali che hanno dato il la alla crisi a Palazzo dei priori – a brindare. Ad un laicissimo ''buon anno''.

Sede di via Polidori, ci sono tutti purché non fioroniani. Il deputato Alessandro Mazzoli, il presidente della Provincia Mauro Mazzola, il padrone di casa segretario provinciale Andrea Egidi (''comunista'' della prima ora, secondo Fioroni), qualche sindaco della Tuscia (Cimarello, Moneta), quattro dei sette consiglieri ribelli (il capogruppo Serra, Frittelli, Quintarelli, Cappetti), e le due assessore sempre ''pronte a dimettersi'', Perà e Troncarelli. Che diserteranno pure le riunioni di giunta – tipo oggi – ma che quando il partito chiama, non possono dare mica buca come ad un Michelini qualunque.

Panettone della Coop (ovvio) e solito discorso diciamo argomentato di Egidi. Che indica il 2016 come un ''anno importante, con le elezioni amministrative. Elezioni alle quali stiamo già lavorando insieme al segretario regionale Melilli (per cui Egidi è responsabile degli enti locali, ndr) e qui nella Tuscia con maggiore attenzione. In questa occasione il Pd dovrà parlare con una sola voce, essere chiaro da che parte sta e con chi sta, dialogare sì con eventuali soggetti che vogliono costruire un'alleanza di centrosinistra, ma non accettare che qualcuno si permetta di scegliere gli interlocutori all'interno del partito''. Come dire: una timidissima e paludata apertura ai Moderati e riformisti fondati da Fioroni, ma coi paletti gerarchici del caso.

E' l'unico riferimento diretto alla battaglia di questi giorni per il Comune capoluogo. Egidi sembra quasi voler ricondurre a dibattito quella che fino a ieri è stata una camurrìa, per dirla come il commissario Montalbano (no, non Tramontana): ''Lo scontro ci sta, io sono il primo ad accettarlo, ma ad un certo punto dobbiamo ritrovare toni più pacati, dobbiamo badare all'unità del Pd, ritrovare la solidarietà tra di noi. Anche per evitare che all'esterno arrivino messaggi sbagliati, che possono favorire quelli che soffiano sul fuoco, il Movimento Cinque stelle, che non va assolutamente sottovalutato, e Salvini, che ha due settimane fa ha aperto una sede pure a Montefiascone''.

Insomma, Egidi fa il pompiere, o forse gioca soltanto la sua partita a telesina. Meglio stappare le bocce, allora, e pensare a come vestirsi a Capodanno. Colore consigliato: il rosso.

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