ANNO 16 n° 276
Talete dichiara guerra ai morosi: non pagate bollette per oltre 2 milioni
Universitą della Tuscia, carcere, Asl, centri commerciali tra i principali ''evasori''
08/11/2011 - 04:00

VITERBO - L'università della Tuscia, la Asl, alcune caserme, il carcere di Mammagialla, numerosi comuni, un grosso numero di attività commerciali compresi grandi supermercati e qualche migliaio di privati residenti in provincia di Viterbo rischiano di vedersi sospendere la fornitura dell'acqua per morosità.

La Talete, società pubblica incaricata della gestione del ciclo della acque, ha infatti deciso di dichiarare ''guerra'' a chi non paga le bollette.

'Ci sono fatture inevase per oltre 2 milioni di euro, a fronte di un totale di 16 milioni - dice il presidente della Spa Marco Fedele -.troppo per una società gravata da un pesante indebitamento come la nostra. A non pagare - afferma - sono in primo luogo enti e istituzioni pubbliche, attività commerciali e, infine, privati'.

Fedele spiega che lo stop della fornitura dell'acqua non configurebbe il reato di sospensione di pubblico servizio, in quanto è una procedura  prevista dallo statuto di Talete nei confronti dei morosi. E, tra l'altro, non  verrà applicata all'improvviso.

'A coloro che hanno cumulato più di una bolletta non pagata - sottolinea - invieremo una raccomandata di diffida che concede 15 giorni di tempo per il saldo. A chi non dovesse provvedere, invieremo un secondo preavviso di 5 giorni, infine ci sarà il distacco. Ma chi provvedesse a pagare subito dopo, riavrebbe l'acqua entro un paio di ore'.

Infine Fedele assicura che le famiglie disagiate segnalate dai comuni di residenza verrebbero escluse dalla riscossione di forzosa. 'Inoltre - conclude - stiamo sperimentando l'applicazione di un riduttore che garantisca la fornitura di soli 60 litri d'acqua al giorno ai morosi, sufficienti a coprire gli usi primari'.

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