ANNO 16 n° 275
Talete, un socio privato acquisterà il 40% delle quote
E' quanto deciso questa mattina durante l'assemblea dei sindaci dell'Ato
14/11/2023 - 16:26

 

Talete, un socio privato acquisterà il 40% delle quote
E' quanto deciso questa mattina durante l'assemblea dei sindaci dell'Ato 
VITERBO - Alla fine il “il socio privato” in talete ci sarà, infatti, la riunione dell’Ato nord di questa mattina in Provincia ha aperto definitivamente le porte ad un terzo attore che acquisirà il 40% delle quote societarie.
Il panorama della situazione presentato questa mattina dal direttore Ato Giancarlo Daniele, nella sala mostre di palazzo Gentili, era tutt’altro che confortante.
“Oggi Talete non riesce a far fronte al finanziamento bancario e si è indebitato verso il creditore. È una situazione che non possiamo più tollerare  - ha spiegato l’ingegnere nel ripercorre lo scenario del nostro territorio, evidenziando criticità per i pochi investimenti fatti negli ultimi anni - Parliamo di deterioramento delle opere esistenti, abbiamo un sistema che perde circa il 50 % di acqua potabile, una perdita mostruosa che va a incidere sui nostri costi. Scendere a un 15-20 per cento sarebbe un successo.”
'Il programma di investimenti complessivo porta in 50 anni a 3 miliardi di euro - ha continuato -  È un piano non legato al tipo di gestione pubblica o privata, ma è un piano di esigenza del territorio che vede quello che serve e quello che un sistema tariffario permette di coprire. Quello che presentiamo oggi è un piano che mantiene le stesse coerenze di finanziamento di fondi pubblici e di sviluppo temporale di investimenti nel tempo e le performance crescenti.”
In sala questa mattina i sindaci della Tuscia membri dell’Ato, al tavolo dei relatori: Il presidente della Provincia e dell’Ato Alessandro Romoli e l'amministratore unico di Talete, Salvatore Genova. 
Le soluzioni proposte oggi per salvare il gestore dal naufragio sono state tre.
Nella prima: I soldi della ricapitalizzazione, 32 milioni più 50, li mettono tutti i comuni e la società resta completamente pubblica, nella seconda, quella poi approvata: il 40% dei fondi necessari alla ricapitalizzazione li mettono i privati, che entrano così a far parte di Talete. La terza,invece, prevedeva che il gestore  venisse affidato in toto a privati.
L’assemblea dei sindaci, ha votato all'unanimità la seconda opzione che prevede l’entrata in scena del privato per il 40% delle quote.
Durante la votazione si sono astenuti i sindaci di Tarquinia e Caprarola, mentre quelli di Viterbo e Ronciglione hanno dato pollice verso alla ricapitalizzazione.
“Nel 2023 ci sono 32,3 milioni da ricapitalizzare - ha sottolineato Romoli - quindi per quanto mi riguarda non c’è alternativa alla ricapitalizzazione da parte dei privati perché i soci non hanno queste disponibilità. Questi sono dati incontrovertibili.” 
La riunione si è conclusa con il via libera per procedere all’esternalizzazione del 40 per cento del capitale ai privati.
In pratica, quello approvato oggi è un atto di orientamento di indirizzo per procedere con la gara per vendere ai privati il 40 per cento di Talete per un importo totale da 32,3 milioni da mettere entro il 2023.



VITERBO - (M.V.) Alla fine il “il socio privato” in talete ci sarà, infatti, la riunione dell’Ato nord di questa mattina in Provincia ha aperto definitivamente le porte ad un terzo attore che acquisirà il 40% delle quote societarie.
Il panorama della situazione presentato questa mattina dal direttore Ato Giancarlo Daniele, nella sala mostre di palazzo Gentili, era tutt’altro che confortante.

“Oggi Talete non riesce a far fronte al finanziamento bancario e si è indebitato verso il creditore. È una situazione che non possiamo più tollerare  - ha spiegato l’ingegnere nel ripercorre lo scenario del nostro territorio, evidenziando criticità per i pochi investimenti fatti negli ultimi anni - Parliamo di deterioramento delle opere esistenti, abbiamo un sistema che perde circa il 50 % di acqua potabile, una perdita mostruosa che va a incidere sui nostri costi. Scendere a un 15-20 per cento sarebbe un successo.”

'Il programma di investimenti complessivo porta in 50 anni a 3 miliardi di euro - ha continuato -  È un piano non legato al tipo di gestione pubblica o privata, ma è un piano di esigenza del territorio che vede quello che serve e quello che un sistema tariffario permette di coprire. Quello che presentiamo oggi è un piano che mantiene le stesse coerenze di finanziamento di fondi pubblici e di sviluppo temporale di investimenti nel tempo e le performance crescenti.”
In sala questa mattina i sindaci della Tuscia membri dell’Ato, al tavolo dei relatori: Il presidente della Provincia e dell’Ato Alessandro Romoli e l'amministratore unico di Talete, Salvatore Genova. 

Le soluzioni proposte oggi per salvare il gestore dal naufragio sono state tre.
Nella prima: I soldi della ricapitalizzazione, 32 milioni più 50, li mettono tutti i comuni e la società resta completamente pubblica, nella seconda, quella poi approvata: il 40% dei fondi necessari alla ricapitalizzazione li mettono i privati, che entrano così a far parte di Talete. La terza,invece, prevedeva che il gestore  venisse affidato in toto a privati.
L’assemblea dei sindaci, ha votato all'unanimità la seconda opzione che prevede l’entrata in scena del privato per il 40% delle quote.
Durante la votazione si sono astenuti i sindaci di Tarquinia e Caprarola, mentre quelli di Viterbo e Ronciglione hanno dato pollice verso alla ricapitalizzazione.

“Nel 2023 ci sono 32,3 milioni da ricapitalizzare - ha sottolineato Romoli - quindi per quanto mi riguarda non c’è alternativa alla ricapitalizzazione da parte dei privati perché i soci non hanno queste disponibilità. Questi sono dati incontrovertibili.” 

La riunione si è conclusa con il via libera per procedere all’esternalizzazione del 40 per cento del capitale ai privati.
In pratica, quello approvato oggi è un atto di orientamento di indirizzo per procedere con la gara per vendere ai privati il 40 per cento di Talete per un importo totale da 32,3 milioni da mettere entro il 2023.






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