ANNO 16 n° 273
Talete, sono scintille per il nuovo cda
Parlato confermato presidente, Entrano Pierini e Fraticelli. Il centrodestra contesta alcune deleghe e minaccia ricorso al Tar
21/11/2018 - 05:05

di Monica Di Lecce

VITERBO - E' finita in bagarre l'assemblea dei soci di Talete, la società ad intero capitale pubblico incaricata di gestore il servizio idrico in provincia di Viterbo. Ieri pomeriggio si doveva eleggere il nuovo consiglio d'amministrazione ma il clima in Provincia, dove si sono ritrovati i sindaci-soci, si è surriscaldato. Il centrodestra ha contestato le modalità di voto dei membri del Cda e ha abbandonato l'aula al momento di esprimere il presidente, che è stato designato con i consensi del solo centrosinistra.

All'esito dell'assemblea quindi Salvatore Parlato, amministratore unico uscente, è stato confermato presidente. Insieme a lui nel cda entrano Stefania Pierini, ingegnere di Ronciglione, designata dal centrosinistra, e Giuseppe Fraticelli, avvocato in quota Forza Italia.

''Noi sicuramente faremo ricorso al Tar - dice il sindaco Giovanni Arena - Abbiamo fatto una dichiarazione ufficiale nel senso che non abbiamo riconosciuto la procedura con la quale si è proceduto alla nomina dei membri del cda e siamo usciti dall'aula''.

Il centrodestra, battuto al voto per 49,80% dei voti contro il 50,20 del centrosinistra, contesta le deleghe che tre Comuni hanno fatto al presidente della Provincia consentendo lui di votare per loro.

Sono volate parole grosse e si sono registrati momenti di forte tensione.

''C'è stata baraonda - conferma il sindaco Arena - su alcune deleghe da parte di certi Comuni che sono state fatte, riteniamo, al momento, perchè all'inizio i sindaci erano stati considerati assenti e poi sono uscite fuori queste deleghe. Il presidente della Provincia ha quindi votato per conto di due o tre Comuni. Dobbiamo verificare, anche ai sensi dello statuto, se questa votazione è regolare perché un sindaco delega un rappresentate del consiglio comunale non il presidente della Provincia che è organo terzo. Può anche darsi che le deleghe siano regolari, ma riteniamo di no e infatti come centrodestra non abbiamo votato il punto successivo che era l'elezione del presidente. Se l'esito fosse stato favorevole per noi avremmo votato anche il presidente''.

Dopo la contestazione del centrodestra pare che si sia proceduto al riconteggio dei voti e che la situazione si sia ingarbugliata ulteriormente. Sta di fatto che dopo che il clima si è fatto incandescente e sono volate parole grosse e urla, il centrodestra se ne è andato minacciando ricorso.






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