


VITERBO - Acque agitate in Provincia sulla questione Talete. Ieri sera nel corso di una riunione convocata tra i partiti che governano Palazzo Gentili, il Pd si è visto sbattere la porta in faccia dal centrodestra sulla proposta di azzerare il cda della società che gestisce il servizio idrico. Una mossa per arrivare a rimuovere il presidente Andrea Bossola, non più gradito allo stesso Pd. Da qui il forcing iniziato nei giorni scorsi per convincere il diretto interessato a compiere un passo indietro, inutilmente. ''Siete voi che lo avete scelto – si sarebbe sentito rispondere ieri il presidente della Provincia Pietro Nocchi dagli esponenti del centrodestra –. Un anno e mezzo fa ce lo avete presentato come la persona giusta per risolvere i problemi della Talete. Se adesso ci venite a dire che non va più bene, allora vi dovete assumere da soli la responsabilità di questo fallimento''.
La riunione era stata convocata per parlare di una serie di scadenze che riguardano l’amministrazione provinciale, ma anche di acqua. A giorni infatti si riunirà l’assemblea dei sindaci per decidere se approvare i nuovi rincari delle tariffe idriche che servono come garanzia per ottenere il famoso finanziamento di 40 milioni da parte di Arera, indispensabile alla sopravvivenza di Talete. Ma di cui non si sa ancora niente. Da qui il malumore di molti sindaci che non sono più disposti a mettere la faccia sull'ennesima stangata. La Lega ha già fatto sapere che con i propri sindaci voterà no e si è chiamata fuori per quanto riguarda le vicende societarie, non avendo rappresentanti all’interno del cda. Forza Italia, invece, avrebbe chiesto al Partito democratico di fare prima chiarezza al proprio interno sulla questione Bossola, e di affrontare in seconda battuta la questione tariffaria.
Nocchi ha chiesto ieri la sfiducia dell’attuale presidente della Talete, motivandola con il fatto che i nuovi impegni assunti da Bossola come direttore di una multiutility veneta, lo terrebbero troppo tempo lontano da via Romiti. Il presidente della Provincia ha sostenuto inoltre la necessità di una rottura, un cambio di passo di fronte all’opinione pubblica. Bossola, dal canto suo, non sarebbe intenzionato a lasciare, convinto della bontà del lavoro intrapreso e rivendicando l'indipendenza che in questi mesi ha contraddistinto il suo opertato rispetto ai partiti. Una mossa che al momento sembra aver portato il Pd in un vicolo cieco, visto che FdI e Forza Italia avrebbero dichiarato che non hanno intenzione di chiedere ai propri rapprestanti nel cda di ritirarsi, provocando così la caduta del presidente. Tanto più che l’alternativa offerta dal Pd sarebbe la nomina di un amministratore unico: ''Una proposta inaccettabile - spiegano dal centrodestra – che sottrarrebbe la Talete dal controllo democratico che viene esercitato dai sindaci attraverso il consiglio di amministrazione''.