ANNO 16 n° 273
Talete, Genova: ''Non c'è più tempo per gli show''
Trenta giorni di tempo per presentare il piano di risanamento dell'azienda già in pre-crisi
Marica
06/10/2022 - 07:04
di Marica Orefice

VITERBO - ''Talete, non c'è più tempo per fare gli show o dei consigli straordinari che non portano a nulla di concreto, la società ha intrapreso una strada e la norma batte i tempi''. Così l'amministratore unico di Talete, Salvatore Genova, durante la seduta di ieri del consiglio comunale. La società è già in pre-crisi ed entro 30 giorni va stilato un piano.

''Le soluzioni sono tre - prosegue Genova - l'aiuto delle banche, l'aiuto delle amministrazioni o l'aiuto di un privato. Le prime due risultano essere inattuabili quindi rimane il privato ma noi accoglieremo ogni tipo di proposta anche se, in questa situazione, riusciamo a fare ben poco. L'energia elettrica, nel mese di luglio, è schizzata a duecento milioni e otto, la previsione di spesa risale a 32milioni di euro a fronte di un fatturato invariato. Dobbiamo trovare qualcuno che finanzi gli extra costi, altrimenti il privato è l'unica via d'uscita per salvare la società''. 

In sala presente anche Alessandro Romoli, presidente della Provincia, che sottolinea come, per molto tempo, ''abbiano cercato un'alternativa al privato ma finora non sembrano esserci state risposte''.

''I Comuni sono pronti a finanziare la società in base alle quote di partecipazione? La risposa è stata no. Esiste un ente che possa finanziare la spesa corrente? No. Abbiamo provato a fare pressione sulla regione Lazio per fondere Ato1 e Ato2 ma questo non si coniuga con i tempi. Il prestito Arera non è fattibile per legge. Insomma, non sembrano esserci soluzioni concrete - commenta il presidente Romoli -, il dissesto finanziario significherebbe aumentare al massimo le tasse dei cittadini. In questo modo la società rischia il fallimento: occorre individuare una strada. Accantoniamo i colori politici e lavoriamo insieme per evitare il fallimento di Talete''.

Tra i vari commenti degli ospiti e dei consiglieri comunali, prende la parola il dott. Nicola Tonveronachi che ricorda la prassi del cambiamento del modello gestionale ed invita ad analizzare tutte le possibilità prima di arrivare ad una decisione finale. ''Ora si vede come unica soluzione l'ingresso del privato, ma questa è una società pubblica e, prima, si dovrebbe tentare di procedere ad un'analisi di risanamento. La società dovrebbe essere ben verificata se nella prospettazione economica e finanziaria attuale non sia possibile utilizzare gli strumenti di risanamento''.

''Quando si cambia il modello di gestione, la legge prevede che vengano esposte prima le motivazioni, poi le argomentazioni della ragione economica e finanziaria, la strutturazione di un documento e solo infine avverrà il cambio di modello gestionale'', puntualizza e conclude il dottor Nicola.






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