ANNO 16 n° 274
Talete, Cda prorogato
fino ad aprile 2014
Fedele: ''Ma contiamo di approvare anche prima il bilancio consuntivo''
27/09/2013 - 04:00

VITERBO – (roc) Il Consiglio di amministrazione della Talete spa ha ottenuto una proroga. Il presidente Marco Fedele e gli altri componenti (Paolo Piciucchi e Giulio Lucidi) resteranno in carica fino all’approvazione del bilancio consuntivo 2013. Il che significa che l’attuale consiglio di amministrazione della società a capitale pubblico incaricata in provincia dei Viterbo della gestione del ciclo delle acque, dalla captazione alla depurazione, potrà rimanere in carica non oltre il 30 aprile 2014, termine ultimo fissato dalla legge per l’approvazione del bilancio consuntivo.

‘‘Non vorrei sbilanciarmi troppo – dice il presidente Marco Fedele – ma credo che siamo in grado di approvarlo sostanzialmente prima di quella data, e comunque mi impegno a farlo in tempi ragionevoli’’.

Un compito difficile, quello che si è trovato a svolgere l’attuale consiglio di amministrazione della Talete, che ha operato quando il problema dell’arsenico nell’acqua è esploso in tutta la sua grandezza, portando peraltro a galla anche le inadempienze gravi e annose da parte della politica. I lavori per mettere a norma gli impianti sono in pieno svolgimento, ma su questo Talete ha soltanto il compito, assegnatogli dalla Regione Lazio, di supportare tecnicamente la società appaltatrice nel caso le venga richiesto. Se il problema verrà realmente risolto e se i lavori termineranno nei tempi previsti sono ancora incognite e, almeno ad oggi, nessuno ci metterebbe, in entrambi i casi, la mano sul fuoco.

Quello che rimane invece un problema di Talete è il rapporto, eufemisticamente ‘’dialettico’’, con i Comuni, ovvero con i proprietari della società che gestisce l’acqua pubblica.

‘’Credo che Talete – dice Marco Fedele – possa essere supportata meglio da tutti e soprattutto è necessario l’aiuto istituzionale di Regione e Comuni’’.

Il presidente non aggiunge altro, preferendo probabilmente mantenere un profilo, a sua volta, istituzionale, ma è storia, anche del passato, che la società non abbia ricevuto le attenzioni che probabilmente avrebbe meritato per l’importanza del compito che è chiamata svolgere. Nei momenti più complicati gli occhi di tutti si sono rivolti sempre sulle bollette, recapitate alle famiglie con tariffe sempre più care. Ma ora che è stato raschiato il fondo è forse più evidente la scarsità dei finanziamenti finalizzati alle opere per rendere il servizio dell’acqua pubblica più efficace, efficiente e sicuro.

Una situazione resa ancora più complicata dall’assenza di una visione ‘’illuminata’’ da parte dei sindaci che, tranne qualche rara eccezione, non hanno dimostrato di approcciare il problema nel suo insieme e di fare quadrato sulla Regione a beneficio dell’intero territorio provinciale.

Difficile che il quadro possa cambiare ora, con un consiglio d’amministrazione in proroga che, da parte sua, riuscirà pure ad approvare il bilancio preventivo ma che non vedrà ancora il territorio fare ‘’sistema’’. Peccato che sia la cosa più importante e quella, forse, per cui gli attuali componenti, e quelli che li hanno preceduti, si sono battuti.






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