ANNO 16 n° 274
Talete, Bossola ''affronta'' i cittadini
Momenti di tensione nella riunione in Comune. Nel mirino la gestione e le tariffe
10/01/2020 - 07:00

di Veronica Ruggiero

CANINO – Non cessano le polemiche e la rabbia dei cittadini sulla gestione dell’acqua da parte di Talete. Ieri pomeriggio nell’atrio comunale il presidente della società che gestisce il servizio idrico, Andrea Bossola, il Alessandro Fraschetti e il sindaco Lina Novelli hanno incontrato i cittadini in un clima particolarmente teso e avverso.

In apertura il primo cittadino ha ricordato che l’ingresso in Talete da parte dei Comuni è avvenuto, sotto la sua precedente amministrazione, ''sicuramente in tempi anticipati rispetto ad altri, ma rispondendo ad una normativa nazionale'', salvo poi ammettere in ogni caso che ''la società ha avuto problematiche anche interne all’organizzazione, ma che in questi anni ha portato i bilanci in attivo e come sindaco - ha poi detto la Novelli - ho manifestato la necessità che tutti i Comuni del viterbese entrino a far parte di Talete, poiché ad oggi non è possibile uscirne e addirittura nell’ultima conferenza abbiamo votato affinché chi non paga le fatture sia messo in morosità''.

La parola è poi passata a Bossola, ex direttore generale di Acea, che ha ripetuto quanto già detto in passato durante le varie assemblee a proposito dell’Ato debole, del mancato ingresso di circa 30 comuni in Talete e della necessità di aumentare le tariffe al fine di fare investimenti per gli utenti. Una conferenza monotematica interrotta dopo circa 20 minuti da una domanda di un cittadino in seguito alla quale gli animi si sono scaldati.

''Scusi presidente secondo quanto da lei asserito i Comuni rimasti fuori Talete pagano più di noi? A me non risulta”. La domanda ha ricevuto fragorosi applausi, ma la risposta di Bossola, che ha fatto riferimento alla mancanza di depuratori in alcuni comuni della provincia per giustificare il minor costo dell’acqua, ha scatenato la reazione della platea che dal quel momento ha protestato rumorosamente fino alla fine dell’assemblea.

Tanti gli interventi dei cittadini che hanno sottolineato con forza il loro totale disappunto per la gestione, per le tariffe troppo esose e per il servizio scadente ''Voi siete una società di disservizio'' ha gridato qualcuno tra la folla. Pesante anche il confronto tra la popolazione e il primo cittadino, che in più di un’occasione ha cercato di difendere le sue scelte e le sue posizioni arrivando anche a utilizzare toni accesi.

''Io non posso prendermi la responsabilità di uscire da Talete. Inoltre Talete si fa carico degli interventi di cui avete bisogno - ha detto la Novelli – il signore qui di fianco a me a Natale era a fare un intervento mentre voi stappavate lo spumante, perciò io mi sento di ringraziare da parte di tutta la comunità''.

Presente in sala anche il comitato ''Non ce la beviamo'' rappresentato da Paola Celletti e Francesco Lombardi i quali hanno nuovamente ribadito la necessità che l’acqua torni ad essere un bene pubblico non gestito da una società di diritto privato, ma da comuni consorziati, e hanno in maniera molto franca affrontato sia Bossola che il sindaco. In chiusura Paola Celletti ha chiesto al sindaco ''per quale motivo, visto che il PD si dichiara a favore dell’acqua pubblica, oggi ha portato qui Bossola, presidente di una società di diritto privato che invita ad entrare in Acea, piuttosto che chiedere a Zingaretti l’applicazione della legge 5 del 2014 esecutiva e approvata all’unanimità dalla Regione Lazio e mai applicata?''

Il sindaco si sarebbe detto favorevole alla legge citata, salvo poi addurre motivazioni di carattere tecnico per giustificare la permanenza in Talete. La Celletti ha poi chiesto formalmente al rappresentante di governo di revocare il voto a favore degli aumenti espresso nell’assemblea del 30 dicembre scorso.

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