


VITERBO - Il futuro di Talete resta, almeno per ora, nelle mani di Salvatore Genova. L’assemblea dei soci della società che gestisce il servizio idrico nella Tuscia, riunita questa mattina 29 gennaio a palazzo Gentili, ha scelto la strada della continuità, votando dunque all’unanimità la proroga del mandato dell’amministratore unico fino al prossimo giugno.
Una “fumata grigia”, più che bianca, che sa di rinvio strategico. I sindaci dei sessanta comuni della provincia di Viterbo, chiamati a decidere sulla scadenza dell’incarico di Genova, hanno preferito non imprimere scossoni in una fase ritenuta delicata, rimandando ogni valutazione definitiva all’estate.
Nonostante il voto compatto, il clima resta tutt’altro che sereno. Le difficoltà strutturali del servizio idrico continuano a pesare e le criticità segnalate dai territori alimentano il malcontento tra le amministrazioni locali. Perdite, disservizi e investimenti ancora insufficienti restano al centro delle preoccupazioni dei primi cittadini, che chiedono risposte concrete e tempi certi.
Il vero banco di prova sarà a giugno, con l’approvazione del bilancio della partecipata. Sarà quello il passaggio decisivo: dai numeri e dalla capacità di invertire la rotta dipenderà il giudizio sull’operato di Genova e, di conseguenza, la sua eventuale conferma alla guida di Talete. Fino ad allora, la società resta in una fase di tregua vigilata, con i sindaci pronti a tirare le somme su una gestione chiamata a dimostrare di saper rispondere alle esigenze della Tuscia.