

VITERBO - Taglio del nastro per ''Sacro e Profano'', la mostra di Natale promossa dal Comune di Viterbo. Tante le personalità presenti all’apertura ufficiale, anche l’ex ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha voluto partecipare. Tra i presenti il procuratore capo Alberto Pazienti e il maestro Alessio Paternesi.
Buono l’effetto dell’allestimento all’interno di Palazzo dei Priori. Suggestivo l’effetto buio, che rende possibile cogliere nei minimi dettagli i quadri illuminati da luci al led. Azzeccata anche la scelta degli sfondi, colore azzurro carta da zucchero. Meno incisivo l’impatto della sala regia, annunciata come illuminata a festa, ma dall’aspetto complessivo non lontano dal quotidiano.
A Palazzo dei Priori, cappella Palatina, il sacro è rappresentato da l’Incredulità di San Tommaso di Salvator Rosa, trasferita temporaneamente dalla sede del Museo civico e da la Visitazione di Maria ad Elisabetta di Bartolomeo Cavarozzi. Il profano è invece rappresentato da Ercole e Onfale di Romanelli (sempre trasferita dal civico) e il Sacrificio di Polissena di Domenico Corvi all’interno della sala della Madonna. Proprio davanti a quest’ultimo quadro, il curatore della mostra Andrea Alessi ha risposto a quanti in questi giorni hanno sostenuto lo scarso valore del quadro: ''Queste sono opere che, contrariamente a quanto affermato da qualcuno, valgono un sacco di soldi''.
Suggestiva la situazione ricreata nella chiesa di San Silvestro a piazza del Gesù. Un intreccio di tubi innocenti, fortemente minimalista, sostiene le 14 virtù profane. Ricollocate così come erano all’interno di Palazzo Spreca, l’edificio nobile viterbese da cui vennero trafugate per essere piazzate sul mercato a una cifra intorno al milione e 400mila euro. Fortunatamente rintracciate e restituite alla collettività grazie a un’operazione brillante condotta dalla Procura della Repubblica di Viterbo. Nell’allestimento saltano all’occhio dei vuoti. ''Questo perché – ha spiegato Alessi – le virtù di Palazzo Spreca erano in realtà non 14 ma 17. Abbiamo voluto ricostruire la stessa situazione originaria e purtroppo mancano tre raffigurazioni''.
Questi i due luoghi aperti per la giornata inaugurativa. Il percorso dell’esposizione comprende anche il Museo del Colle del Duomo, la chiesa del Gonfalone e il Museo dell’Abate di San Martino al Cimino. La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio.