


CIVITA CASTELLANA - (A S.) 'Siamo a favore di una transizione energetica che tenga assieme lo sviluppo sostenibile, ma la politica deve sostenere le aziende in questo processo di cambiamento', così il presidente di Confindustria ceramica Augusto Ciarrocchi intervenendo al convegno inaugurale della 41esima edizione di Cersaie dal titolo 'Transizione energetica e competitività internazionale per la ceramica italiana'. Presente anche il ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Dopo i saluti iniziali del presidente di Bologna Fiere Gianpiero Calzolari, Augusto Ciarrocchi si è soffermato sulle sfide future del settore ceramico, partendo dall'attuale analisi di mercato: 'L'industria ceramica italiana - ha detto - continua a risentire delle gravi crisi che perdurano a livello internazionale e della mancanza di certezze nel settore dell'edilizia nazionale. Per le piastrelle di ceramica ma anche per gli altri nostri comparti, a fronte di volumi che si confermano in linea con il primo semestre dello scorso anno, il fatturato estero complessivo è calato del 4% circa. Il mercato italiano mostra una riduzione più marcata, con un fatturato in calo nell'ordine del 6% a fronte di volumi stabili'.
Focus sulle esportazioni, come pure sulle politiche europee in tema di transizione energetica: 'Siamo un sistema industriale preso a modello nel mondo - enfatizza il presidente di Confindustria - che però oggi corre seri rischi di delocalizzazione a causa di tutta una serie di fattori, quali il sistema ETS e gli appesantimenti di costi che comporta per finire con il necessario miglioramento della certezza del diritto in campo fiscale e la garanzia dei tempi nella realizzazione delle infrastrutture, che scoraggiano le nostre imprese a continuare ad investire nei nostri territori. Ci chiamano 'hard to abate', ma sarebbe meglio dire 'hard to decarbonize', perché in realtà è molto facile 'abbattere' un settore con politiche che sono corrette nell'obiettivo, ma sbagliate nel merito'.
Ciarrocchi entra dunque nel merito dell'Ets, ovvero del sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas serra: 'Riteniamo che questo sistema - conclude -, dopo 20 anni, avrebbe bisogno di una seria verifica di efficacia che consideri più i fatti che non le opinioni. Siamo a favore di una transizione energetica che tenga assieme lo sviluppo sostenibile, gli equilibri di bilancio e la salvaguardia dell'occupazione di qualità tipica dei nostri territori. Allo stesso tempo è urgente che la politica mantenga obiettivi alti, ma superi approcci ideologici e scelte fatte 'a priori', senza verificare se una soluzione è razionale ed adatta a tutti i settori e senza considerare gli effetti delle decisioni prese sulla possibilità delle imprese di stare con mercati sempre più concorrenziali'.