

TARQUINIA - Contro il taglio dei pini al lido di Tarquinia azione congiunta di Stas, Assolidi, Semi di pace e La Lestra. Le associazioni hanno presentato un esposto congiunto alla Procura di Civitavecchia contro l’amministrazione comunale che ha abbattuto oltre 60 alberi.
''Oggi percorrendo viale Mediterraneo si ha la netta sensazione che l’equilibrio tra le strutture amministrative territoriali e il paesaggio sia venuto meno - scrive la Stas, Società tarquiniense d’arte e storia - Un intervento massivo come quello condotto al lido, stona in una società moderna in cui campeggiano slogan ambientalisti di sostenibilità, e stupisce per l’alterazione apportata al valore non solo estetico di quella strada, ma perché effettuato in area vincolata non ottemperando alle disposizioni vigenti in materia di tutela, proprio da chi dovrebbe impegnarsi per la conservazione dell’ambiente naturale e culturale, e darne esempio''.

Secondo la Stas: ''la voce delle associazioni locali e dei singoli cittadini, nell’incredulità della possibile attuazione di un progetto malsano in difetto di autorizzazioni, forse ha tardato a farsi sentire e, comunque, non ha sortito l’effetto desiderato di evitare uno scempio, la cui eco purtroppo ha varcato i confini del nostro comprensorio e pare non smorzarsi, sebbene i soliti buontemponi abbiano prontamente tentato di far passare lo sdegno pubblico seguito al taglio dei pini, come un premeditato attacco politico o l’esito di virtuosismi da neoambientalisti.
Ormai parlare di possibili soluzioni o di buone pratiche già messe in atto in altri Comuni, appare superfluo, si può solo sperare che il verde restante venga preservato e augurarci che le scelte future non saranno altrettanto sconsiderate, ma volte ad un reale sviluppo del lido che per tanti, troppi anni, è stato relegato ad un’appendice stagionale della cittadina.
''Le gravi modifiche paesaggistiche che il “progetto di riqualificazione” di viale Mediterraneo hanno comportato, non possono passare in sordina - dice ancola la Stas - e hanno spinto il Consiglio direttivo a prendere posizione e deliberare la partecipazione dell’Associazione all’esposto presentato alla Procura della Repubblica in comunione con Assolidi, Semi di Pace, La Lestra condannando non solo le scelte operate dall’amministrazione comunale, ma anche il metodo decisionista con il quale si è proceduto a giustiziare, nell’arco di 48 ore e senza le opportune autorizzazioni, 62 di pini in area vincolata, senza accettare alcuna forma di dialogo e di confronto.
Dopo il parere vincolante e una diffida a procedere da parte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, anziché perdere la lucidità, si sarebbe dovuto arrivare ad un tavolo di concertazione; agire contro le istituzioni in un sito Unesco è stato un atto non solo superficiale ma folle, in aggiunta i modi e le parole supponenti rivolte al Soprintendente da sedicenti giornalisti, denotano scarsa percezione delle funzioni ministeriali e lasciano solo concludere che “errare humanum est, perseverare autem diabolicum”''.