ANNO 16 n° 275
Tagli scuola pubblica, Bloccati i fondi d'istituto, martedì protesta in piazza
Docenti viterbesi sospendono le attività oltre l'orario scolastico
08/11/2012 - 04:00

VITERBO – La questione dell’innalzamento a 24 ore dell’orario degli insegnanti sembra archiviata, ma il mondo della scuola non abbassa la guardia.

Anche nella Tuscia la mobilitazione non si ferma ‘’perché - fanno notare gli inse-gnanti -la situazione è diventata insostenibile e preoccupante’’.

E così, su indicazione dei sindacati, non sono pochi quelli che hanno posto in atto una forma di protesta basata sull'astensione da tutte le attività che esulano dalle 18 ore obbligatorie, attenendosi sì all’osservanza strettissima dell’orario, ovvero alle lezioni frontali per materia di 18 ore settimanali, ma senza programmare alcuna altra attività.

Anche perché oltre ai tagli che la scuola sta subendo, iniziati con il ministro Gelmini e continuati con il ministro Profumo, ora si è aggiunto anche il blocco dei fondi d'Istituto che non permette l'attivazione dei vari progetti.

Insomma, dicono gli insegnanti, mentre il ministero commissiona uno spot per promuovere lo studio, girato peraltro in un istituto privato e straniero, alunni e insegnanti della scuola pubblica sono sempre sotto tiro.

‘’I drastici tagli sul sostegno all'handicap – sottolineano alcune associazioni di insegnanti e famiglie – sono tra i più incivili’’.

 

E così martedì prossimo i docenti viterbesi si sono dati appuntamento alle ore 16 in piazza del Comune per protestare contro il decadimento della scuola pubblica. Una delegazione chiederà di essere ricevuta dal prefetto.

 

Ma intanto molte scuole sono ferme e ciò comporta che, oltre alle lezioni canoniche, alunni e studenti sono nella condizione di avere una minore offerta di servizi, di approfondimenti e di attività formative, quali il teatro, i laboratori per attività artistiche, scientifiche e culturali, l’organizzazione di viaggi d’istruzione.

Particolarmente penalizzato anche l’avviamento alla pratica sportiva, con i docenti di educazione fisica che denunciano con forte preoccupazione l’assenza di disposizioni ministeriali in materia, ad anno scolastico ormai molto più che avviato.

Anche su questo versante la situazione, dicono, ‘’è fortemente destabilizzante per le aspettative delle famiglie, degli studenti e delle singole scuole che stanno approntando il Piano dell’offerta formativa’’.

‘’Del resto – continuano gli insegnanti - il Centro sportivo scolastico e le relative attività di avviamento alla pratica sportiva non sono un progetto, ma una struttura interna alla scuola di cui seguono il naturale andamento. Sono dotati di fondi dedicati e il cui finanziamento può e deve seguire un percorso autonomo, svincolato da qualunque altra contrattazione, che ne consenta il tempestivo avvio fin dall'inizio dell'anno scolastico’’.

Ma per il momento non si è visto un solo centesimo, né, tantomeno, un’indicazione da parte del ministero.






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