

VITERBO – Cgil, Cisl, Uil e le categorie della sanità sono scesi in piazza, precisamente nel piazzale della Cittadella della Salute, contro i tagli ingiustificati del sistema sanitario della Tuscia.
I motivi della manifestazione che si è svolta stamani sono principalmente due: i tagli ai posti letto (arrivando nel viterbese al di sotto della media regionale al 1,7% contro il 2,3% del Lazio) e soprattutto quelli dei lavoratori precari che sono circa 250 tra medici e personale qualificato che sostengono e garantiscono il funzionamento e quindi l’assistenza ai malati, in tutti i reparti.
A questi si aggiunge il taglio del 5% dei servizi, la mensa, e ciò che attiene all’igiene personale come carta igienica, sapone e salviette.
‘’Belcolle sta implodendo perché non riesce a contenere le richieste che vengono dalla provincia, visto che gli ospedali periferici sono stati chiusi o limitati all’inverosimile, svuotati i reparti di eccellenza, i posti letto della sanità privata sono ridotti al minimo e per contro non si riesce a completare la struttura di Belcolle. Risultato – spiegano i sindacati - è che i pazienti migrano in altre regioni, creando un’alta percentuale di mobilità passiva che ci costa e contribuisce in maniera sostanziale, ad erodere tutti i sacrifici fatti con i tagli’’.
Cgil, Cisl, Uil e le categorie del settore sanitario, hanno elaborato un documento “La sanità che vogliamo’’ da portare alla Regione Lazio, al direttore della Asl di Viterbo e al Prefetto. ‘’Il documento – spiegano Miranda Perinelli e Antonella Ambrosini (Cgil, Fp), Rosita Pelecca e Mario Malerba (Cisl, Fp) e Giancarlo Turchetti e Angelo Sambuci (Uil, Fpl) - contiene proposte concrete da attuare subito se si vuole veramente fare economia e risanamento dei conti, ma allo stesso tempo dare certezza di cura ai cittadini. Ed è possibile farlo - concludono - solo se si riesce a mettere in piedi una rete di sistema sanitario sul territorio, con strutture aperte 24H al giorno per le cure primarie, coinvolgendo in questo progetto, medici di medicina generale, figure di specialisti, operatori sanitari a vario titolo, integrazione con la parte che riguarda il sociale, con l’importante presenza degli Enti locali’’.