

Massimiliano Morelli
Già prima della pandemia si parlava di un Paese che viaggiava a doppia velocità, da una parte l’Italia dei ricchi, dall’altra quella dei poveri. I lockdown, le cosiddette “saracinesche abbassate” (usiamo un termine italiano, ogni tanto) hanno allargato il divario fra quelle due Italie. A oggi il 28,8% delle famiglie, ovvero una su quattro, ha dichiarato un peggioramento della situazione economica nel 2020 rispetto al 2019. I numeri parlano chiaro, il 9,4% è la “fetta” dei poveri assoluti registrata nel nord, dunque con un netto avanzamento rispetto alla precedente rilevazione, che si era attestata al 6,8%. L’Italia viene fotografata ormai da percentuali negative: è del 45% la quota delle persone che per la prima volta ha varcato i centri di ascolto della Caritas nel 2020; mentre nel 2019 si era fermata a quota 31 per cento. E sono trecentomila i pacchi alimentari distribuiti in tutta Italia a fine 2020 dalla Comunità di Sant’Egidio, cifra tre volte superiore a quella del 2019. Ultimo, ma non per ordine d’importanza, il numero dei luoghi di distribuzione di pacchi cibo promossi da Sant’Egidio nella sola città di Roma, nel corso del 2020: sono diventati 28. E nel 2019 erano appena tre. Abbiamo famiglie in bancarotta. Ma non pare interessi al vertice della piramide.