ANNO 16 n° 271
Sł la differenziata gił i rifiuti: la soluzione passa per gli stili di vita
Viterbo migliore nel Lazio anche secondo ISPRA
Fabio
27/12/2023 - 03:10
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - Il Rapporto 'Rifiuti Urbani 2023' dell'ISPRA conferma i dati di Legambiente riguardo la produzione di spazzatura e raccolta differenziata. Crescita tiepida nel Lazio, ottimi risultati nella Tuscia che si conferma la migliore in regione, però ancora non ci siamo per raggiungere standard soddisfacenti: ancora troppi rifiuti prodotti e gettati in discarica. 'Le soluzioni sono nel ridurre l'indifferenziato e cambiare gli stili di vita' dice Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.

Secondo il rapporto dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), infatti, Vietrbo avrebbe raggiunto, nel 2022, gli obiettivi fissati per l'anno 2012 del 65% di differenziata, con una performance di 65,2%, dal 63,5% dell'anno precedente. Molto bene dunque, con una diminuzione dei rifiuti prodotti da 131 mila tonnellate a 128 mila.

Le buone abitudini dei viterbesi però sembrano non bastare per evitare le tanto vituperate discariche: in primis perchè il processo virtuoso della Tuscia non corrisponde al modesto +0,9 della regione, in particolare di Roma; in secondo luogo perchè i rifiuti prodotti sono ancora troppi.

'Viterbo si candida a diventare provincia Riciclona' spiega Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio 'il dato di Viterbo è molto buono, però ha in pratica l'unica discarica in funzione nel Lazio. Per cambiare questa situazione c'è la necessità di lavorare su alcune abitudini e investire su infrastrutture che agevolino questo passaggio: in primo luogo bisogna ridurre la produzione della parte indifferenziata dei rifiuti, quella che finisce in discarica. E' necessario quindi anche cambiare gli stili di vita, con acquisti più consapevoli, minori sprechi ed evitare gli imballaggi, in particolare quelli non riciclabili. Un altro fattore importante è quello di incrementare la raccolta differenziata porta a porta, sicuramente più efficace, con una tariffa puntuale, in modo che le persone siano invogliate dalla riduzione dei costi della TARI. E installare isole ecologiche per tutti i tipi di rifiuti differenziabili, come i rifiuti speciali, il tessile, il RAEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche), dalle quali è possibile prendere le cosìddette terre rare, così indispensabili oggi nelle nuove tecnologie, gli olii esausti. Un occhio di riguardo dovrebbero avere gli scarti edili, che rappresentano gran parte dei rifiuti speciali: su 60 milioni di tonnellate la quasi totalità è rappresentato dagli scarti delle lavorazioni edili, perchè pesano tantissimo. Anche qui i cittadini dovrebbero assicurarsi di assoldare ditte che smaltiscano correttamente gli scarti di lavorazioni, perchè se li buttano nei rifiuti comuni ne aumentano notevolmente il peso. Poi' continua Scacchi 'si dovrebbero costruire biodigestori per la frazione di umido: l'organco rappresenta il maggior rifiuto prodotto, con quasi il 40%, e nei prossimi anni aumenterà, per via dei molti contenitori compostabili che hanno sostituito la plastica. Attualmente lo spediamo quasi tutto al nord Italia assottigliando di molto il guadagno della vendita del differenziato. Isole di raccolta e impianti di riciclo di vetro, carta, plastica, e biodigestori per l'umido' conclude il presidente di Legambiente Lazio 'dovrebbero essere installati nelle vicinanze, solo in questo modo si può ridurre notevolmnte il carico di rifiuti urbani e avere ritorni economici anche per i cittadini'.






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