ANNO 16 n° 274
Sì di Putin all'accordo per annessione della Crimea
18/03/2014 - 09:36

A 36 ore dalla chiusura delle urne, il presidente russo Vladimir Putin ha dato disposizione di approvare la bozza di accordo tra la Russia e la Crimea per l'annessione di quest'ultima firmando un decreto che spiana la strada all'annessione della Penisola - a 70 anni esatti dall'inizio dell'offensiva dell'armata rossa che avrebbe portato al fine dell'occupazione nazista.

 

Nel decreto firmato da Putin si prende atto della 'volontà espressa dal popolo della Crimea nel referendum del 16 marzo 2014' e si formalizza che da questo momento la Russia riconosce la penisola come 'Stato indipendente e sovrano'. Mosca riconosce inoltre 'uno statuto speciale' per la città di Sebastopoli, dove si è tenuta una consultazione parallela nell'ambito del processo di secessione dall'Ucraina. Il testo - secondo quanto riporta l'agenzia russa Ria Novosti - non fa per ora menzione a un'annessione della Crimea.

 

La consultazione - che ha visto il sì trionfare con il 96,77% delle preferenze - è stata dichiarata illegale dall'Occidente. Il Parlamento della penisola sul Mar Nero ha proclamato l'indipendenza chiedendo a Mosca di essere ammessi nella Federazione con lo status di Repubblica, così come all'Onu è stato chiesto il riconoscimento di stato indipendente.

 

Sono stati poi nazionalizzati tutti i beni dell'Ucraina, il cui presidente intanto ha firmato la 'mobilitazione parziale'. La moneta ufficiale della Repubblica di Crimea è il rublo: lo ha deciso il Parlamento di Simferopoli, sancendo il distacco dall'Ucraina. Le forze dell'ordine e gli apparati dello stato resteranno in carica fino all'adozione della nuova costituzione. I militari ucraini resteranno in Crimea nonostante il referendum. Lo ha annunciato il ministro della Difesa ucraino Igor Teniukh.

 

Le sanzioni

L'Occidente ha reagito con un giro di sanzioni. A partire è stata l'Unione Europea. 21 le persone inserite nella lista delle 'misure restrittive' decise contro 'alcuni politici e alcuni militari' di Russia e Crimea. Al primo posto della lista quello dell'autoproclamato premier della Crimea Sergei Aksyonov. Fra i tredici russi, tre militari ed il vicepresidente della Duma, Sergei Zheleznyak. Saranno poi i leader europei nel vertice a prendere la decisione sull'eventuale annullamento del vertice G8 in programma a Sochi a giugno. Lo riferiscono fonti diplomatiche europee.

 

Dopo l'Europa, gli Usa. Barack Obama ha infatti stabilito per decreto sanzioni economiche e congelamento dei beni ai danni di diversi alti funzionari russi, tra cui stretti collaboratori di Vladimir Putin e lo stesso ex presidente ucraino Ianukovich. Lo rende noto la Casa Bianca. Tra loro Vladislav Surkov, Sergey Glazyev e il parlamentare della Duma, Leonid Slutsky.

 

Con le sanzioni ai vertici russi, gli Stati Uniti puntano a colpire l'economia di Mosca. In particolare si aspettano un vantaggio del 3% nel cambio tra il dollaro e il rublo. Lo rende noto la Casa Bianca. Gli Usa sospettano poi che ci siano stati gravi brogli al referendum di ieri in Crimea. Fonti americane fanno sapere infatti che sarebbero arrivate nelle urne tantissime schede già votate e che in alcune città il numero dei votanti sia stato superiore al numero degli abitanti.

 

Annunciando di aver imposto sanzioni ad esponenti russi ed ucraini, il presidente Obama ha affermato di ritenere che ci sia ancora un percorso diplomatico valido per risolvere la crisi in Ucraina. 'Contro Mosca c'è l'isolamento internazionale: nessuno riconosce il referendum in Crimea', ha tuonato l'inquilino della Casa Bianca

 

L'Italia

'La nostra priorità ed il nostro obiettivo è evitare che la Russia cada nelle proprie tentazioni di isolamento internazionale'. Lo dice la ministro degli esteri, Federica Mogherini, commentando le conclusioni del Consiglio esteri che ha varato misure mirate contro 21 politici e militari, '13 russi e 8 ucraini' di Crimea, responsabili di azioni che hanno minato l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina.

 

Tra le 21 persone colpite dalle sanzioni, la 'cui durata è sei mesi', di divieto di visti e congelamento dei beni 'non ci sono membri del governo, né giornalisti, né rappresentanti di società e aziende', ha concluso Mogherini, precisando che nella lista di nomi 'tre sono militari'.

 

Mikhail Gorbaciov

L'ultimo presidente sovietico, e premio Nobel per la pace, Mikhail Gorbaciov, plaude al referendum in Crimea dove 'il popolo ha deciso di correggere un errore' del passato e si schiera contro le sanzioni occidentali.

 

''Per dichiarare le sanzioni ci deve essere un motivo molto serio ed esse devono essere appoggiate dall'Onu'', ha dichiarato alle agenzie russe. ''L'espressione della volontà del popolo della Crimea, e anche la sua possibile annessione nella Federazione Russa come regione, non possono servire da motivo per le sanzioni'', ha sottolineato.

ansa.it






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