ANNO 16 n° 274
''Svegliato all'alba, il mio nome sulla busta esplosiva indirizzata a Chiricozzi''
Parla l'avvocato Marco Valerio Mazzatosta, sentito assieme al 20enne dagli inquirenti. Il procuratore capo: ''Necessario capire se la matrice sia la stessa''
13/03/2020 - 06:43

RONCIGLIONE - (b.b.) ''Sono stato svegliato all'alba mercoledì mattina, perchè il mio nome, tra l'altro incompleto, compariva su una busta contenente un ordigno e dell'esplosivo indirizzata a Francesco Chiricozzi''.

E’ l'avvocato Marco Valerio Mazzatosta del foro di Viterbo ad apparire come il mittente del secondo plico esplosivo che ha interessato la Tuscia nel giro di appena 24 ore. Il destinatario, l'ex militante di Casapound ed ex consigliere comunale a Vallerano, condannato lo scorso 15 novembre in primo grado a 3 anni di carcere per lo stupro di una 37enne all'interno del pub Old Manners Tavern.

''Ho spiegato agli inquirenti la mia totale estraneità alla vicenda, che da subito è apparsa anomala. Il mio nome sulla busta era incompleto e non compariva alcun indirizzo, tantomeno alcun timbro del mio ufficio legale - ha sottolineato l'avvocato, che mercoledì pomeriggio è stato ascoltato a sommario informazioni.

Assieme a lui, anche il 20enne Chiricozzi è comparso negli uffici della procura per essere sentito come persona informata sui fatti: dopo l’arresto del 29 aprile 2019 e il successivo processo, il suo nome è finito su tutte le cronache nazionali, ma mai fino a mercoledì scorso, avrebbe ricevuto minacce così forti e preoccupanti.

La busta gialla, in formato A4, è stata intercettata all'ufficio postale di smistamento di Ronciglione: grazie alla prontezza di due impiegate che hanno immediatamente avvertito i carabinieri, è stato possibile evitare il peggio. Il plico, contenente una scatolina in legno con ordigno ed esplosivo, non ha raggiunto l'abitazione di Chiricozzi ed è stato fatto brillare dagli artificieri poche ore dopo il rinvenimento.

Quanto accaduto, seppur faccia preoccupare il legale per l'incolumità della sua famiglia, non lo stupirebbe del tutto: ''Dal momento in cui ho preso la difesa di uno dei due ragazzi coinvolti nella vicenda dello stupro, sono stato bersaglio di una campagna di odio senza precedenti – ha sottolineato l’avvocato Mazzatosta – ora come allora continuerò il mio lavoro, andando avanti per la mia strada e senza piegarmi''.

Il pacco bomba di Ronciglione è stato il secondo caso registrato nella Tuscia: il primo martedì sera a Fabrica di Roma, dove una donna di 55 anni è stata ricoverata, rimasta ferita alle mani e al braccio, dopo aver aperto la busta che gli era stata recapitata a casa. Ad oggi sarebbero dieci i plichi, per cui Roma sta indagando per terrorismo e lesioni.

''Siamo al lavoro per accertare se la matrice sia la stessa delle buste recapitate nella Capitale – spiega il procuratore capo Paolo Auriemma – cioè se dietro agli episodi di Fabrica di Roma e Ronciglione ci sia la stessa mano di quelli di Roma e Rieti''.

''Attendiamo un coordinamento con Roma per procedere insieme nelle indagini'' conclude.

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