

SUTRI - C'è grande confusione in provincia di Viterbo sul servizio idrico. Soprattutto a Sutri, dicono i consiglieri del gruppo misto (Matteo Amori, Nunzia Casini, Ferdinando Maggini, Alessio Vettori e Roberto Zocchi), che chiedono un consiglio comunale aperto su Talete per capire cosa sta succedendo e informare la cittadinanza.

''In queste ultime settimane l’attenzione di tutti i cittadini della Tuscia è rivolta alla questione Talete. Alcuni giorni fa siamo stati informati che l’amministratore unico della Società idrica ha reso noto alla Regione Lazio l’impossibilità per la società Talete Spa di ottemperare nei termini previsti all’acquisizione degli impianti dei comuni commissariati, tra i quali Sutri. Ricordiamo che il commissariamento era stato 'messo in atto' dalla stessa Regione Lazio. Sapevamo che stavano per essere emesse ed inviate ai cittadini le nuove bollette dell’acqua aggiornate con le tariffe Talete. Cosa succederà ora che non ci sarà - di fatto - il passaggio degli impianti comunali a Talete?''.
Parallelamente, come noto, sull’acqua si gioca in queste settimane un'altra partita chiave, quella relativa alla cessione delle quote della società idrica. Cinque comuni – Viterbo (dove il sindaco di Sutri è assessore), Tarquinia, Monte Romano, Vasanello e Soriano nel Cimino – hanno impugnato l’atto di indirizzo votato dall’assemblea dei sindaci della Talete che apre le porte a un partner privato. ''Che cosa sta succednedo? Perché – domanda il gruppo misto - l’Amministrazione comunale di Sutri non ha partecipato al ricorso al Tar insieme agli altri?''.
''Siamo molto preoccupati e crediamo sia giusto che la popolazione venga messa al corrente sui nuovi sviluppi e sulle problematiche riguardanti la Società Idrica della provincia di Viterbo. Per queste motivazioni abbiamo chiesto ufficialmente, per la seconda volta, al sindaco Sgarbi la convocazione di un Consiglio comunale straordinario pubblico e aperto ai cittadini con la speranza che la nostra istanza, almeno questa volta, venga accolta. Siamo convinti che una cittadinanza consapevole e una discussione democratica possano essere una solida base per proporre soluzioni ed affrontare collettivamente il tema del ciclo di gestione delle acque che non riguarda solo Sutri, ma tutti i comuni della Tuscia'', concludono Matteo Amori, Nunzia Casini, Ferdinando Maggini, Alessio Vettori e Roberto Zocchi.