ANNO 16 n° 271
Sussidio 'fai da te' in Parrocchia: a processo per furto
E’ il caso avvenuto a Ronciglione a Santa Maria della Pace
28/05/2021 - 14:21

di Stefano Marini Balestra

VITERBO - Si sa bene che i parroci nelle nostre italiche contrade aiutino i bisognosi per alleviare le conseguenze della povertà e del disagio, quindi, spesso intervengono per pagare bollette e conti in sospeso dei loro parrocchiani come la pratica cristiana della carità insegna.

C’è però qualcuno che il sussidio l'ha fatto da se.

E’ il caso avvenuto a Ronciglione nella parrocchia di Santa Maria della Pace dove un uomo, forzata la bussola delle offerte, si impossessò della somma di 54euro in monetine.

L’inflessibile parroco, però, dimenticando l’insegnamento del perdono, andò dai Carabinieri per denunciarlo. Ne è scaturito un processo penale tutt’ora in piedi, perché il parroco, tale don Joseh di origine africana è irreperibile.

Sembra che stia svolgendo attività ecclesiastica in Canada, ma non se ne conosce l’indirizzo.

Ma un processo penale non può fermarsi, anche se bagatellare per il “danno” provocato dal reato, in questo caso: furto con scasso.

Il Giudice ha pertanto rinviato il processo all’anno prossimo per consentire alla Procura di reperire il suo teste fondamentale per l’accusa.

Processo ad oltranza, pertanto. Un perdono però la giustizia potrebbe darglielo.

Un’assoluzione per tenuità del fatto, presente o non presente la “parte offesa”.






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