ANNO 16 n° 72
Superbonus 110%, lavori mai eseguiti: sequestri per oltre 180mila euro nel Viterbese
Operazione della Guardia di Finanza di Tarquinia su disposizione del Gip di Civitavecchia: indagato un imprenditore del settore edile
13/03/2026 - 11:37

TARQUINIA - Operazione della Guardia di Finanza nel Viterbese contro presunte frodi legate al Superbonus 110%. I finanzieri della Compagnia di Tarquinia, coordinati dal Comando provinciale di Viterbo, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo – diretto e per equivalente – disposto dal Gip del Tribunale di Civitavecchia per un valore complessivo superiore a 180mila euro.

Il provvedimento riguarda il titolare di una ditta individuale e amministratore di una società operante nel settore delle costruzioni, segnalato alla Procura della Repubblica per l’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e reati fiscali.

Le indagini sono scaturite da due controlli fiscali condotti dalle Fiamme Gialle di Tarquinia, che hanno permesso di accertare – secondo quanto ricostruito dagli investigatori – l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. I documenti contabili sarebbero stati creati per attestare falsamente lo stato di avanzamento di lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico che, in realtà, non sarebbero mai stati eseguiti o sarebbero stati realizzati solo parzialmente.

Attraverso questo sistema sarebbero stati generati crediti fiscali cedibili per un valore complessivo di oltre 180mila euro, risultati però del tutto inesistenti. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che tali crediti sarebbero stati ceduti a titolo oneroso a privati o istituti bancari e successivamente utilizzati dai cessionari per compensare propri debiti fiscali.

Nel corso delle attività investigative è stato disposto anche un sequestro di tipo “impeditivo” di circa 50mila euro relativo a crediti d’imposta non ancora utilizzati e ancora presenti nei cassetti fiscali dei soggetti coinvolti, con l’obiettivo di evitare ulteriori conseguenze del presunto reato.

Parallelamente, i militari hanno sequestrato disponibilità finanziarie, partecipazioni societarie e altri beni mobili riconducibili all’indagato fino alla concorrenza dell’importo ritenuto profitto dell’illecito.

Sono tuttora in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali responsabilità di tecnici e professionisti che avrebbero asseverato le opere edilizie. L’operazione rientra nelle attività di controllo della Guardia di Finanza per garantire il corretto utilizzo delle risorse pubbliche, anche quelle legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Come previsto dalla legge, la persona coinvolta nell’indagine è da ritenersi presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva.






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