

VITERBO – Sta per essere dimessa dopo un trapianto ben riuscito al cuore, ma cade rovinosamente a terra in ospedale e muore. Questa è la storia di Patrizia Moneti, viterbese di 49 anni deceduta il 28 marzo 2015 al San Camillo di Roma. Coinvolta un’infermiera 43enne di Latina, ora indagata per omicidio colposo.
Come riporta il Messaggero, Patrizia Moneti era stata ricoverata all’ospedale romano nel novembre del 2014 per sottoporsi ad un urgente e vitale trapianto di cuore. L’operazione è stata un successo, ma ad un giorno dal suo rientro a casa, durante lo spostamento dal letto ad una sedia cade a terra battendo la testa. L’ematoma riportato è stato diagnosticato solo otto ore dopo dall’incidente con una tac. L’esame ha inoltre evidenziato una grave emorragia interna, ma nonostante la corsa in sala operatoria, la paziente è risultata non operabile. Patrizia è entrata allora in coma e deceduta dopo due settimane di agonia.
L’infermiera sotto processo è accusata di non aver prestato attenzione dovuta ai passi di Patrizia Moneti quando si stava alzando dal letto. Ieri durante l’udienza, il pm Mario D’Angiò, ha però chiesto il rinvio a giudizio dell’infermiera per vagliare altre ipotesi. Si cerca di chiarire infatti se tra la caduta e la tac non fossero trascorse 8 ore Patrizia avrebbe potuto essere ancora viva.
Il processo verrà ripreso il 4 ottobre.