

di Giovanni Masotti
VITERBO - Lo stanziamento di un milione di euro per l'aeroporto di Viterbo da parte di Enac è stato applaudito da alcuni politici viterbesi di primo piano: dalla sindaca Frontini al presidente della Commissione ambiente, infrastrutture e territorio della Camera Mauro Rotelli.
Quest'ultimo, nel commentare positivamente la notizia, riferisce che ci sono state 'una serie di interlocuzioni che hanno visto il coinvolgimento di diverse istituzioni a tutti i livelli' per avviare Viterbo verso un percorso virtuoso che gli consenta di avere un piccolo ma funzionale aeroporto turistico. Rotelli ringrazia l'Enac, nella persona del presidente Di Palma, per l’attenzione posta al progetto dello scalo viterbese. Assai meno positivi, invece, i commenti sui social.
La novità è stata accolta con le solite sterili invettive contro 'gli inutili sprechi di denaro a favore di strutture senza senso in mancanza di collegamenti viari e ferroviari tra Roma e Viterbo'.
Sul fronte opposto il Comitato per l'aeroporto di Viterbo, che viceversa ritiene che i 'quattro spiccioli' erogati dall'Enac sono nulla rispetto agli oltre 800 milioni di euro che erano previsti per realizzare il terzo scalo del Lazio e le infrastrutture di collegamento con la capitale.
Il Comitato non risparmia critiche nei confronti dell' osannato presidente dell' Enac, il quale sarebbe uno dei principali promotori della realizzazione del terzo scalo regionale in Ciociaria e non nel capoluogo della Tuscia. Di conseguenza 'il contentino' assegnato a Viterbo per realizzare un piccolo scalo sarebbe solo e soltanto funzionale a distogliere l'attenzione dall' ambizioso progetto che prevede il terzo aeroporto del Lazio nella Tuscia. 'Senza contare, inoltre - osserva l' animatore del Comitato Giovanni Bartoletti - che dare il la' a piccoli aeroporti turistici non porta alcun beneficio e richiede ingenti spese per garantirne la funzionalità'.
Spese, quest'ultime, che la Commissione trasporti della Camera - nell'ambito di un ampio studio sull'aeroportualità italiana - ritiene non possano essere più addossate sul bilancio dello Stato bensì su quello degli enti locali. 'Per farla breve, dunque - sottolinea il Comitato - se ci si prende un uovo oggi, Frosinone potrebbe prendersi la gallina domani'.
Una cosa è comunque certa: che le previsioni di crescita per il nostro paese indicano il possibile raddoppio del traffico aereo entro il 2030, circa 300 milioni di passeggeri, con un aumento soprattutto del movimento internazionale.
A fronte di tale incremento esponenziale, il sistema aeroportuale della capitale - incentrato sui due aeroporti di Fiumicino e Ciampino - risulterebbe essere del tutto inidoneo a fronteggiare la previsione di domanda di traffico.
Riguardo l’aeroporto di Ciampino in particolare, poi, il Consiglio di Stato, per i noti problemi di compatibilità ambientale, ha retrocesso l’operatività dello scalo portandolo da 100 a 65 voli giornalieri ed ha escluso allo stesso tempo i voli notturni. Il tar del Lazio, inoltre, ha recentemente decretato l' irrealizzabilità dell’ulteriore quarta pista dell’aeroporto di Fiumicino, che avrebbe dovuto sostenere il trend evoluzionale del traffico aereo della capitale e accogliere il traffico di Ciampino.
In questa situazione, se non si realizzasse il terzo scalo aeroportuale del Lazio, si rischierebbe la paralisi. Allarme che rende sempre più necessaria una decisione che vada in quel senso. Partita, dunque, sempre più aperta. Difficile immaginarne l' epilogo.