ANNO 16 n° 272
Sul bus senza biglietto si giustifica: ''Sono un Casamonica''
Nel processo a carico di un operaio, sentito in aula il conducente del pullman
23/11/2021 - 09:37

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Spendere il nome di una nota famiglia malavitosa di Roma, i Casamonia, per non pagare il biglietto fu la ''trovata'' di un operaio straniero residente a Barbarano Romano che nel giugno di due anni fa giustificò l’assenza di un valido titolo di viaggio per un bus Cotral all’autista.

Il preteso ''sconto'' del biglietto e la successiva violenza esercitata nei confronti del conducente e dei carabinieri intervenuti non gli hanno evitato un processo per violenza, minaccia, interruzione pubblico servizio con l’aggravante della recidiva per essere stato per analoghi fatti già condannato.

Il processo è in corso in Tribunale davanti al giudice dr.ssa Elisabetta Massini.

Ascoltato come teste l’autista che ha raccontato per filo e per segno quanto accadde quel giorno. Egli ebbe ad invitare con le buone il passeggero privo di biglietto di scendere dall’autobus, ma questi non ne volle sapere, anzi resistette, disse essere un Casamonica, quindi autorizzato di comportarsi come meglio gli gradisse. Una volta sceso a terra sferrò una bottigliata verso il finestrino del bus prima di essere fermato dai carabinieri intervenuti.

Il processo è stato aggiornato per le conclusioni al 23 giugno 22.






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