



CIVITA CASTELLANA - 'Sui lavoratori del distretto industriale di Civita Castellana si sta abbattendo una vera e propria tempesta perfetta'. Arriva dritto al punto Fabrizio Mastrogiovanni, segretario generale della Femca Cisl di Viterbo - uno dei sindacati più rappresentativi del distretto ceramico locale - che in previsione della prossima riapertura degli stabilimenti, sonda il sentimento della classe operaia sul territorio.
'La paura tra i lavoratori è palpabile. Regna un clima di incertezza che spinge molti di loro a domandarsi quale futuro li attende. Le aziende riapriranno, ma con quali soluzioni? E'la domanda che tutti si pongono e a cui è difficile dare risposte certe'.
In effetti, a pochi giorni dal riavvio delle attività, sono ancora tante le incognite legate alla riapertura. 'Ad oggi - incalza Mastrogiovanni - il prezzo delle forniture continua a salire e non c'è tetto che tenga al prezzo del gas, che quotidianamente supera l'ennesimo record. Con i costi delle forniture alle stelle le aziende dovranno trovare soluzioni idonee a fronteggiare bollette energetiche spropositate, ma i risvolti potrebbero essere incerti, e potrebbero passare dalle soluzioni più estreme, come l'aumento del prezzo del prodotto, o peggio ancora il blocco dell'attività o il ricorso alla cassa integrazione. Tutte soluzioni che scongiuriamo fermamente'. Questo problema, dunque, secondo Mastrogiovanni, rischierebbe di bloccare seriamente quella ripresa che le aziende hanno conquistato con fatica e investimenti, mettendo a serio rischio l’occupazione.
'Il potere d'acquisto dei lavoratori – ribadisce ancora il segretario Femca - è crollato a causa dell'inflazione galoppante, e nelle famiglie monoreddito l'eventuale ricorso alla cassa integrazione equivale a ridurre le stesse in grosse difficoltà economiche. Le stime prevedono un aumento annuo dei generi alimentari di oltre 500 euro a famiglia, senza parlare delle bollette e di tutti gli aumenti che in pochi mesi andranno a gravare sulle tasche dei cittadini. Per questo motivo riteniamo opportuno un immediato sostegno agli stipendi delle famiglie monoreddito almeno fino alla fine dell’anno”
'Questi mesi estivi - conclude Mastrogiovanni - avevano lasciato un barlume di speranza tra i lavoratori che avevano visto, già nel mese di giugno, un importante numero di ordinativi da evadere. Speranze che si sono presto assottigliate nei mesi successivi a causa del forte rincaro del gas e dal fatto che la parte imprenditoriale, ancora oggi, in taluni casi, non è riuscita a dare risposte chiare e univoche su come intende riavviare l'attività'.