


NEPI - Si è concluso con grande partecipazione e forte coinvolgimento il corso “Trasformare il gusto in emozione. Nuove competenze per progettare percorsi sensoriali nelle aziende agroalimentari”, tenuto il 25 e 26 giugno 2026 presso L’Acquedotto di Nepi, in provincia di Viterbo. Due giornate intense di formazione, confronto e sperimentazione, guidate dai tre docenti fondatori dell’Accademia di Sensorialità Emozionale, con sede a Viterbo: Nicolò Passeri, Patrizia Salusti e Donato Ferrucci. Il corso ha rappresentato un momento di divulgazione scientifica applicata al mondo agroalimentare, con un obiettivo chiaro: fornire ad aziende, professionisti e operatori strumenti concreti per trasformare la qualità dei prodotti in percezione, il prodotto in racconto e l’assaggio in memoria. Non una semplice lezione sull’analisi sensoriale, dunque, ma un vero laboratorio di pensiero e progettazione, capace di unire metodo, emozione, narrazione e consapevolezza.

L’iniziativa ha riscosso particolare interesse perché ha intercettato una necessità sempre più evidente nel settore agroalimentare: il consumatore contemporaneo non cerca soltanto un alimento buono, sicuro o ben prodotto. Cerca un’esperienza. Vuole comprendere ciò che assaggia, riconoscere il valore di un territorio, entrare in relazione con chi produce, costruire un ricordo. In questo senso, l’azienda agroalimentare non è più soltanto un luogo di produzione, ma diventa uno spazio di accoglienza, conoscenza e relazione.
Durante le due giornate, i partecipanti sono stati accompagnati in un percorso progressivo: dalla teoria dell’analisi sensoriale alla costruzione di vere e proprie proposte esperienziali. Patrizia Salusti ha introdotto gli strumenti di avvicinamento consapevole all’alimento, lavorando sulla capacità di osservare, riconoscere e descrivere le caratteristiche sensoriali dei prodotti. Donato Ferrucci ha approfondito il rapporto tra emozioni, assaggio e narrazione, evidenziando come il valore di un alimento si generi anche nella relazione che riesce a costruire con chi lo incontra. Nicolò Passeri ha sviluppato il tema della percezione, della distinguibilità e delle dissonanze cognitive, mostrando come la scelta alimentare sia influenzata non solo dal gusto, ma anche da aspettative, contesto, memoria e immaginario.
Ampio spazio è stato dedicato alle attività pratiche. I laboratori su aroma tecnico e aroma emotivo, la destrutturazione emotiva del minestrone, il percorso tematico con il cioccolato, gli esercizi sull’intruso, sulle sette regole e sulla ricchezza del pensiero hanno permesso ai partecipanti di sperimentare direttamente il passaggio dalla degustazione alla progettazione. Il cibo è stato analizzato non come oggetto statico, ma come linguaggio: un sistema complesso di segni, stimoli e significati.
Uno degli aspetti più apprezzati del corso è stato proprio il metodo adottato dai docenti: scientifico, ma accessibile; rigoroso, ma capace di parlare alle emozioni. L’Accademia di Sensorialità Emozionale ha proposto un approccio innovativo, fondato sull’idea che l’esperienza agroalimentare non si improvvisa. Deve essere progettata, calibrata e resa coerente con l’identità dell’azienda. Una cultura che non separa tecnica e racconto, qualità e comunicazione, prodotto e persona. Con questa esperienza, oramai alla quinta edizione, l’Accademia di Sensorialità Emozionale di Viterbo si propone come punto di riferimento per tutte quelle realtà che desiderano andare oltre la semplice degustazione e costruire percorsi capaci di trasformare il gusto in conoscenza, emozione e relazione. Il risultato finale è un messaggio forte: il futuro dell’agroalimentare non passa solo dalla qualità dei prodotti, ma dalla capacità di farla vivere.