ANNO 16 n° 273
Su Talete il Pd naufraga,
scontro tra Ricci e Ciambella
E la Lega dopo aver espresso la propria contrarietą all'aumento tariffario vota a favore
05/02/2019 - 18:09

di Annamaria Lupi

VITERBO – E' proprio vero: l'acqua trascina via tutto ciò che incontra. Proprio come è accaduto stamani durante il consiglio comunale straordinario, voluto dalla minoranza, per discutere dell'aumento tariffario del 7,6% e del piano industriale della società idrica Talete.

Nell'acqua sono naufragate sia l'unità del Pd che la decisione della Lega che aveva dichiarato pubblicamente la propria contrarietà all'aumento della tariffa.

Dopo un inizio che ha visto l'intervento in aula del presidente della società idrica Salvatore Parlato che ha spiegato come le tariffe Talete siano concorrenziali dato che, dal 2012 al 2018, sono aumentate del 33% contro il 52 percento del centro Italia e il 53% del resto del Lazio, fatta eccezione per Rieti, e che il recente rincaro è finalizzato a ottenere un finanziamento di circa 35 milioni di euro che consentirà l'accesso al credito per sostenere il piano industriale. Piano che, negli intenti della partecipata, prevede che il 40% delle risorse venga impiegato per far fronte alle situazioni debitorie e il restante 60 per gli investimenti. Inoltre: recupero dei crediti, bypassare la questione dei dearsenificatori i cui costi sono insostenibili, la miscellazione delle acque per eliminare il problema dell'arsenico e dei fluoruri. In termini di qualità dell'acqua Parlato ha tenuto a puntualizzare che negli ultimi anni ''non è vero che non è stato fatto nulla. Nel 2018 i casi di superamento dei parametri in provincia di Viterbo sono stati solo 16 contro il 178 registrati nel 2015''.

Fin qui la parte tecnica che ha poi portato alla discussione politica. A spiegare la posizione della maggioranza a sostegno del voto favorevole da parte del sindaco Arena all'aumento tariffario sono stati in particolare il capogruppo Fi Giulio Marini ''la politica deve evitare il fallimento della società che potrebbe aprire le porte a situazioni che porterebbero alla gestione del servizio idrico da parte di privati'' e il capogruppo FdI Paolo Bianchini che segnala come l'aumento sia ''frutto di una situazione anomala che vede i Comuni che non vogliono entrare in Talete acquistare però l'acqua dalla società'' e si chiede come riescano poi a farla pagare ai propri cittadini a costi inferiori.

La presa d'atto del rischio di fallimento della società di gestione idrica è proprio il punto che ha portato la Lega a fare un passo indietro. Anche a fronte di quanto dichiarato dall'ingegnere Daniele dell'Ato: ''Qualora non fosse avvenuto l'adeguamento tariffario il rischio sarebbe stato un commissariamento con rincari maggiori all'attuale 7,6%''.

Ma lo scontro più duro è avvenuto all'interno del Pd sugli ordini del giorno presentati dalla minoranza. Uno, proposto da Massimo Erbetti del M5s e condiviso da Luisa Ciambella e Martina Minchella per il Pd, da Viterbo 2020 e da Viva Viterbo e l'altro, sottoscritto da Alvaro Ricci del Pd, da Serra e Frittelli di Viterbo dei cittadini e da Lina Delle Monache di Impegno comune.

La maggioranza, dopo un emendamento, acconsente a portare in votazione quello di Ricci e Serra.

E qui si scatena la bagarre nel partito democratico con la capogruppo Ciambella che accusa Ricci di far parte del partito di Talete e Ricci che controbatte ''in dissenso con il mio capogruppo'' ricordando che il Pd nell'assemblea dei sindaci ''ha avuto un atteggiamento diverso da quello che sostiene la capogruppo in questa occasione'' e ribadendo che “la posizione che stiamo tenendo è quella del Pd”. In Provincia, infatti, il 24 percento dei voti favorevoli all'aumento è stato espresso da sindaci del centrosinistra. Alla Ciambella replica anche Francesco Serra: ''Non so se mi iscrive nel partito di Talete o della Asl ma ricordo che sono espulso dal Pd. Comunque si tratta di dichiarazioni postume perché le tariffe sono già state aumentate nel 2016 dagli stessi che oggi chiedono di non aumentare. Occorre far sopravvivere la Talete e puntare ad avere servizi migliori e maggiori investimenti per risolvere la questione arsenico superando i dearsenificatori che costano 10 milioni l'anno. Sarebbe utile cercare un accordo che tuteli sia il Comune che Talete''.

Lo scontro arriva alle ultime battute attorno alle 14:30 quando con 20 voti favorevoli e otto contrari passa l'ordine del giorno di Ricci e Serra: rilancio della società, destinare le somme incassate con il piano di rientro a investimenti e opere infrastrutturali, impegno di Arena a convocare l'assemblea dei sindaci e a sostenere l'avvio di uno studio e dei lavori per la miscellazione delle acque.






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