

Riceviamo e pubblichiamo
Un proverbio dice “ a pensar male si fa peccato”, ma per il caso dell’udienza relativa lo stupro di Montalto di Castro che ieri non si doveva tenere per sciopero degli avvocati, e che invece si è svolta regolarmente in assenza della madre, delle associazioni femminili, dell’Udi e di tanti altri, ha dato un po’ a tutti la certezza che si volesse svolgere silenziosamente.
Infatti, l’8 e il 9 luglio dalle 20.30 alle 21.30 sul Lungotevere davanti al Tribunale dei minori di via dei Bresciani era stato promosso dalle donne dell’Udi un presidio per chiedere che la “messa in prova” non fosse una ulteriore presa in giro dell’ idea stessa di giustizia. “Troviamo, hanno affermato nel sit in le donne dell’associazione, inaccettabile questa nuova “messa in prova” che qualora, a differenza della precedente (successivamente revocata dalla Cassazione) durante la quale non si vide negli imputati alcun segno di ravvedimento, dovesse dare esito “positivo”, (a giudizio di chi? Di chi dovremmo fidarci?) porterebbe alla estinzione del reato.
Tutto questo movimento, la nostra presenza massiccia per il giorno 11 evidentemente ha fatto scattare il meccanismo sopra descritto, tanto e vero, che sia io, le donne Udi, mamma Agata e la giovane ragazza hanno appreso i fatti da alcuni articoli della stampa e da una telefonata dell’avvocato della ragazza in tarda serata.
Da quanto abbiamo appreso, anche dall’Avvocato Paciotta la messa in prova succintamente (oltre 12 pagine da leggere e verificare) consisterebbe per alcuni giovani la durata di un anno e cinque mesi, per altri di un anno e dieci mesi nel quale“dovranno svolgere lavori socialmente utili, potranno continuare a studiare o lavorare”. Il servizio civili, in particolare, dovrà essere espletato presso associazione romane che assistono donne in difficoltà, madri disoccupate, ragazze abusate, ect., dalle dodici alle diciotto ore settimanali. Trascorsi tali termini, e in base al giudizio che sul loro comportamento sarà dato dagli assistenti sociali e dal giudice delegato a seguire i loro progressi, il reato sarà estinto.
Uno dei difensori dei colpevoli, Antonio Cardamone, ha rilasciato la seguente dichiarazione:'Siamo pienamente soddisfatti per la decisione assunta oggi dal tribunale, coerente e conforme ai principi che ispirano il processo minorile. Siamo sicuri che il provvedimento garantirà un adeguato recupero dei giovani che tutti, nessuno escluso, hanno ammesso i fatti pur precisando come non fossero pienamente consapevoli della gravità di quanto stavano facendo. Comprendiamo il dolore della famiglia della ragazza offesa e contiamo che da oggi in poi tutte le persone che hanno strumentalizzato questo processo abbiano rispetto per tutte le parti coinvolte'.
Tutte le parti coinvolte? Allora, secondo l'avvocato, l'importante è che l'adeguato recupero dei giovani sia garantito, mentre il dolore 'della famiglia della ragazza' va solo compreso, il dolore della famiglia, certo, non l'adeguato recupero alla vita della 'ragazza' che per lui e i suoi tutelati evidentemente non conta abbastanza e della quale chi prende le difese con passione “strumentalizza'.
Spiacenti, avvocato, anche noi abbiamo, come lei, rispetto per una delle parti coinvolte e non è la stessa sua.
Mamma Agata, e la giovane vittima, sono rimaste basite, e finalmente la ragazza, dopo la decisione, per sfinimento, e per tutte le pessime ripercussioni ricevute aveva deciso di mollare, ha avuto una grande e coraggiosa reazione: Se ci saranno le possibilità intende fare ricorso contro questa decisione e tipologia di messa in prova. Non ci sta più nonostante tutto ha ancora la voglia di lottare!
Abbiamo anche letto l’articolo di Barbara Benedetti di Fratelli D’Italia, che ringraziamo per la solidarietà, che però magari ci sarebbe piaciuto fosse espressa anche con partecipazione dal lontano 2007 e specialmente nell’ultima udienza dove abbiamo sofferto e sperato che fosse fatta giustizia. Del resto se pensiamo al comportamento della Consigliera attuale delle pari opportunità alla provincia di Viterbo, e allora delegata alle stesse mansioni al Comune di Viterbo che ci vogliamo aspettare?
Noi oggi, fortunatamente siamo tante, ed abbiamo deciso di fare quadrato intorno alla ragazza e alla loro famiglia, ci siamo messe a disposizione, per qualsiasi forma di aiuto, di conforto, di lotta e di partecipazione.
Daniela Bizzarri
Consigliere Comunale PD