

Lo sciopero nazionale degli avvocati fa slittare la prima udienza del processo che vede coinvolti gli otto ragazzi di Montalto di Castro accusati di stupro di gruppo ai danni di una quindicenne di Tarqunia, avvenuto la notte tra il 31 marzo e il 1° aprile del 2007, dopo una festa di compleanno.
Lo scorso 9 febbraio i giovani furono rinviati a giudizio dal Gup del tribunale dei minori di Roma, che rifiutò la richiesta di alcuni legali della difesa di mettere nuovamente ''in prova'' i propri assistiti. I giudici, però, dopo un'ora di camera di consiglio sostennero che l'affidamento ai servizi sociali a cui erano già stati sottoposti i ragazzi non aveva ottenuto un risultato positivo, ossia i giovani non avevano dimostrato alcun ravvedimento, per questo non poteva esserne richiesta un'altra messa in prova: da qui il rinvio a giudizio.
In particolare, a indurre i giudici a sospendere la prova fu una trasmissione televisiva i cui partecipanti, tutti loro concittadini, solidalizzarono con gli imputati e insultarono la vittima. In precedenza, decine di donne avevano anche indetto una manifestazione di piazza in difesa del sindaco di Montalto Salvatore Carai finito al centro di roventi polemiche per aver anticipato alle famiglie dei ragazzi le spese legali, circa 6mila euro ciascuno. Una decisione per la quale la Corte dei Conti, nell'aprile scorso, lo ha condannato a risarcire 15mila euro alle casse comunali.
La nuova udienza è stata fissata per il 22 dicembre.