ANNO 16 n° 273
Studenti in piazza
per dire ''no'' ai tagli
Mercoledì 5 dicembre corteo
a Viterbo contro il governo
Monti e il ddl Aprea
30/11/2012 - 04:00

VITERBO - Autogestioni, occupazioni bianche, assemblea dei docenti. La scuola viterbese prosegue la sua protesta e organizza una manifestazione per dire ‘’no’’ ai continui tagli e ai recenti tentativi di privatizzazione della scuola da parte del Governo.

A darne notizia sono gli studenti del liceo scientifico Ruffini che invitano gli studenti di tutti gli istituti della provincia a partecipare al presidio di mercoledì prossimo.

In piazza per dire no al ddl Aprea che ‘’smantella gli organi collegiali e la democrazia nelle scuole, per favorire gli interessi dei finanziatori privati’’.

L’intento di unire tutte le forse nella manifestazione è scaturito grazie alla stretta collaborazione tra gli istituti della provincia durante i giorni di autogestione e occupazione.

‘’L’approvazione del decreto Aprea – spiegano i ragazzi del Ruffini - porterebbe all’abrogazione di diritti fondamentali stabiliti dallo “Statuto degli Studenti e delle Studentesse”, tra i quali il diritto di assemblea, non più garantito secondo quanto dichiarato nell’articolo 12, e il diritto di rappresentanza, fortemente limitato dagli articoli 3 e 4’’.

Il fermo dissenso alle scelte del governo è stato espresso dalla maggior parte degli istituti di Viterbo e provincia, in primis l’istituto Dalla Chiesa di Montefiascone e il Midossi di Civita Castellana. Alla protesta hanno poi aderito l’Itis Leonardo Da Vinci, il liceo pedagogico Santa Rosa, l’istituto tecnico commerciale Paolo Savi, l’Iis Orioli, il liceo classico Buratti, il liceo scientifico Ruffini di Viterbo, l’Ipsia di Tuscania, il Buratti di Bassano Romano, il Canonica di Vetralla, Tuscania e Bassano Romano, l’Isis Cardarelli di Tarquinia, il Fabio Besta di Orte e lo scientifico Meucci di Ronciglione, dove protesta si concluderà sabato 1 dicembre con un restauro della scuola, che comprenderà l'imbiancatura delle aule e la pulizia delle stesse e dei cortili.

Laboratori per il recupero delle materie più difficili, corsi dedicati all’Ecdl, alla fotografia, alla musica, al giornalismo e visione di film sono stati i punti cardine della protesta bianca dei giovani, nella maggior parte dei casi sostenuti sia dai docenti che dai presidi.

 

 

 

 

 

 

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